“Modificare la norma dell’articolo 639 del Codice Penale Italiano”: ecco la proposta di Wiola

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Ultimo (ma solo in ordine di tempo) è il caso del writer milanese che lo sorso novembre si è visto piombare addosso una condanna definitiva di tutto rispetto: 6 mesi e 20 giorni di carcere per avere “imbrattato muri e vetrine” della zona di Ticinese nel 2012. Fortuna, viene da dire, che il malcapitato oggi vive a Shanghai (dove, per altro, lavora come grafico). Per tutto il resto, basta spulciare negli archivi del Tribunale di Milano e quella che era solo una supposizione diventa realtà: negli ultimi anni le sentenze di condanna per il reato di imbrattamento non hanno potuto prescindere da un aumento della pena previsto dalla legge.

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La teoria del Metodo FX e la pratica della Madonna dell’Adesso

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“La questione non è essere anti graffiti o pro graffiti, la questione è che si è sempre in balia di presunti esperti. Serve un po’ di serietà”. E ancora: “È come se qualcuno si alzasse domani e si sentisse esperto in beni culturali o in giurisprudenza, iniziando a decidere cos’è giusto e cos’è sbagliato”. Insomma, come dicono anche dalle loro pagine social, “Non è questione di anti o pro, ma di pretendere che chi salta su a dare sentenze (positive e negative) approfondisca l’argomento”.

Due gallerie per Question Mark: le sedi a Finalborgo e Milano

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Finalmente Question Mark, la galleria di arte diffusa dall’animo nomade, ha una sede. Anzi due. La prima, aperta lo scorso 17 dicembre, si trova a Finalborgo, in provincia di Savona (una location non causale per il ligure Daniele Decia). La seconda, invece, è a Milano, in via Briosi all’angolo con piazza Guardi, e aprirà proprio stasera, a partire dalle 18.

Arte urbana e realtà aumentata: a Milano arriva Maua

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Prendete una buona dose di Street Art in salsa meneghina, aggiungete una porzione di realtà aumentata e mescolate il tutto con decisione. Avrete ottenuto Maua, acronimo di museo di arte urbana aumentata, nato dall’idea di proporre itinerari culturali inediti, fuori dal centro e dai più tradizionali circuiti dell’arte.

Murales e diritto d’autore: il caso di Kiv

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Era marzo 2014 quando Navigli Lombardi in collaborazione con l’associazione Evoluzioni Urbane commissionava a sette artisti italiani e a uno americano la realizzazione di otto murales sui ponti tra via Pavia – via Borsi e via Lagrange – via Gola sul Naviglio Pavese. Otto pezzi, che non sono passati inosservati né alla cittadinanza né, soprattutto, ai band.

Cuma Project, murales militanti nel cuore dell’America Latina

Interviste

Un ragazzo di 37 anni, una laurea in Economia Aziendale in mano, la voglia di fare qualcosa di unico e, allo stesso tempo, di trovare un posto nel mondo. È solo all’apparenza una storia banale quella di Simone Fabbri, originario di Cesena ma con l’America Latina nel cuore: proprio qui, infatti, al confine tra l’Honduras ed El Salvador, nasce, nel 2016, Cuma Project, 5 realtà locali con comunità colpite dalla costruzione di progetti idroelettrici e da una pesantissima militarizzazione rigenerate grazie al lavoro della Street Art. Ma andiamo con ordine.

Stay Block… Stay Party!

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In origine furono i block party, vere e proprie feste di quartiere (periferico) durante le quali ragazzi che ballavano e cantavano non sapevano ancora che sarebbero diventati i B-boy e gli MC del futuro. Oggi, a tanti anni (e a tanti chilometri) distanza da quei tempi, torna un gigantesco block party a tema graffiti: l’appuntamento è da oggi al 10 dicembre in Via Castellino da Castello a quello che è stato rinominato come Ghisolfa Park.