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Wall in Art, l’arte urbana dove non te l’aspetti

Recensioni, Senza categoria

Andare a fare graffiti in Valle Camonica è un po’ come tornare alle origini: qui, infatti, in quella che viene chiamata Valle dei Segni, che non a caso è stato il primo sito in Italia a ottenere il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco, si conservano ancora oltre 250mila incisioni rupestri, realizzate a partire dall’VIII millennio avanti Cristo. Lo sa bene Ozmo che, dopo la sua ultima fatica tra il vetro e il cemento di San Francisco, ha deciso di puntare al verde dei boschi della provincia di Brescia per organizzare la seconda edizione di Wall in Art, Muri d’arte nella Valle dei Segni. Qui, fino al 29 settembre, assieme ad altri due street artist, la Urban Art raccoglie idealmente il testimone delle popolazioni camune per proseguire, a suon di bombolette, trabattelli e pennelli, la tradizione locale dei graffiti su muro.

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Giancarlo Siani a Napoli e Irma Bandiera a Bologna: i ritratti resistenti degli Orticanoodles

Interviste

Lui si chiama Giancarlo Siani ed è un giornalista napoletano. Il 23 settembre 1985 è stato ucciso dalla Camorra proprio sotto casa sua, in via Vincenzo Romaniello nel quartiere napoletano del Vomero. Lei si chiama Irma Bandiera ed è una staffetta partigiana di Bologna. Catturata dai fascisti, è stata torturata e infine fucilata al Meloncello di Bologna il 14 agosto 1944. Entrambi sono diventati i simboli della lotta e della resistenza contro l’odio e l’oppressione: per ricordarli il duo milanese degli Orticanoodles ha deciso di rappresentarne i volti sui muri delle rispettive città natali. Un lavoro di memoria e tradizione, che è stato reso possibile dal nuovo sistema di sottoscrizione popolare rappresentato da crowdfunding e Corporate Social Responsibility.

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FestiWall, a Ragusa torna la Street Art più a sud d’Italia

Recensioni

Prendete una città del profondo sud, aggiungete un festival di Street Art e avrete ottenuto la seconda edizione del Ragusa FestiWall. Una kermesse, la prima a trattare l’arte pubblica nel punto più meridionale d’Italia, che è nata nel 2015 nella terra barocca del Val di Noto e che, qui, ha ridato colore alla parte più moderna e grigia della città, i cui monumenti sono tutelati dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

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La terza dimensione della Street Art, tra gesso, argilla e colla. Intervista a UrbanSolid

Interviste

Cosa ci fanno Adamo ed Eva in costume e occhiali da sole all’imbocco di un ponte? E un paio di orecchie e nasi dai colori fluo nel cuore della movida milanese? O, ancora, il simbolo dell’Euro composto da grandi spermatozoi nel sottopasso di una piazza? Per saperlo bisogna chiederlo ai legittimi autori, il duo di artisti milanesi Urban Solid, che ha realizzato questi (e altri) bassorilievi e che li ha piazzati in giro per le vie delle maggiori città europee, da Londra a Praga passando per Parigi, Berlino, Amsterdam e la Svizzera. Una forma di street art che non si avvale di bombolette e acrilici quanto di gesso, stampi e colle per affiggere sui muri vere e proprie sculture surreali.

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Banksy e la misteriosa sparizione del murale Spy Booth. Distrutto o rubato?

Recensioni

Tutti i giornali del mondo parlano di “rimozione”. Ma ancora non è chiaro (e forse non lo sarà mai) se “Spy Booth”, il murale che Banksy ha realizzato nel 2014 sulla parete di una casa a Cheltenham, nel Gloucestershire, sia stato distrutto da dei lavori di ristrutturazione o sottratto per essere rivenduto a qualche galleria.

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Mollette, parcometri e carta igienica: la poesia di strada è servita. Intervista a Ma Rea

Interviste

Appese sui fili dello stendi biancheria o sui rami degli alberi, incollati sui parcometri o alla base dei cestini dell’immondizia per strada, affisse sui tovagliolini dei bar o sulla carta igienica in bagno. Insomma, Ma Rea non rinuncia proprio a usare gli spazi pubblici per fare circolare la sua poesia: al punto di chiamarsi “Lo Stendiversomio” e di usare la città come un foglio su cui tracciare i suoi versi in rima. Ma chi è questo strano personaggio, che fa arte di strada senza usare le bombolette e che stila le sue odi tra un turno come autista di pullman e l’altro? Ecco la mia intervista ad Andrea Masiero.

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Olimpiadi Rio 2016, lo street artist tedoforo e la mappa dei murales in città

Nel Mondo

Tutto è pronto: gli atleti si sono allenati per mesi, i campi di gioco sono stati misurati con attenzione “olimpica” e i tedofori hanno sfilato per tutta la città di Rio de Janeiro, portando la fiaccola fino al tripode del Maracanà. E proprio lì, tra i bambini delle favelas e gli adulti dei bei palazzi del centro, ci sono anche loro, i murales. Sì, perché nella capitale carioca l’arte di strada non è solo uno strumento di rigenerazione urbana (come ci piace dire in Italia), ma un vero e proprio stile di vita che allontana i più piccoli dal degrado, facendo loro conoscere i principi della legalità, della socialità e dell’amicizia.