33 anni dopo si torna a Quattordio, sulle tracce di Delta 2, Ero, Phase 2 e Rammellzee

Recensioni

Era il 1984 quando, grazie a Francesca Alinovi, a Bologna tutto aveva inizio: “Arte di frontiera” furoreggiava alla Galleria Comunale d’Arte Moderna e in Italia si aggirava il meglio della scena americana dei graffiti, con nomi del calibro di Delta 2, Ero, Phase 2 e Rammellzee. Furono proprio loro a essere stati invitati dalla IVI, Industrie Vernici Italiane (sponsor dell’evento, acquisita e divenuta nel 1986 PPG) in visita allo stabilimento di Quattordio: qui tra giugno e luglio i writers trascorsero molti giorni in azienda e a contatto con la popolazione, in un paese che mai prima di quel momento aveva conosciuto una cultura tanto diversa. I quattro realizzarono in azienda e in paese molte opere, schizzi e graffiti utilizzando qualsiasi tipo di vernice o resina, applicandoli sui più disparati oggetti, dai pannelli metallici alle tele, passando per le auto, una Vespa e addirittura un pullman, ma la maggior espressione artistica la misero sul muro della piazzetta centrale del paese (oggi Piazzetta Pettazzi), utilizzando bombolette spray.

Vent’anni di Writing sulla carta: la bella e longeva storia di Arcano2

Interviste

Da una parte ci sono i dati che, divulgati esattamente un anno fa dalla Fieg sull’industria italiana dei quotidiani (con un accenno anche ai periodici), parlano di una realtà disastrosa e perennemente marchiata dal segno “meno”. Dall’altra c’è un microcosmo editoriale che, forse sconosciuto ai più, è decisamente in contro tendenza con quanto affermato finora. Non si tratta, in quest’ultimo caso, dell’ennesima effimera trovata digital, o di un prodotto infarcito di pubblicità per riuscire a (soprav)vivere,  quanto di un piccolo mondo antico legato alla vecchia tradizione della carta stampata e alla altrettanto vecchia tradizione dei graffiti: parlo delle fanzine di Writing, che dagli anni Novanta arrivano vive e vegete fino ai giorni nostri, dimostrando di essere, certo, un prodotto di nicchia ma che funziona e viene prodotto, distribuito e letto ancora in grande quantità.

“My good old habits”, ecco le buone vecchie abitudini di Joys e Peeta

Interviste

Vizi, consuetudini, routine quotidiana. Attenersi alle proprie abitudini, senza mai cambiarle, è nella natura umana. Anzi, la pigrizia di mettersi in discussione e la paura di tradizioni altrui, che possano destabilizzare il nostro credo, non permettono il miglioramento della nostra condizione, e tutto ciò che ai nostri occhi appare nuovo e diverso viene allontanato e raramente adottato. Ma cosa succede se a incontrarsi e a mettersi in discussione sono due writer, mostri sacri del genere in Italia?

Da controcultura a main stream: a Roma “Cross the Streets” racconta 40 anni di Writing e Street Art

Interviste, Recensioni

Quella che 20 anni fa era una controcultura guardata con stupore misto a sospetto dal grande pubblico italiano oggi diventa mainstream ed entra in uno dei più famosi musei capitolini: “Cross the Streets”, dal 7 maggio al primo ottobre al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, è infatti la mostra di una piattaforma culturale che getta le basi per una storicizzazione del fenomeno del Writing e della Street Art, tirando le fila del fenomeno artistico e mediatico fra i più influenti degli ultimi quarant’anni.

Tobagi, dalla Chiesa, Garofalo e gli altri: i volti “ostinati, tenaci, rigorosi” degli Orticanoodles

Recensioni

“La legalità non è la legge. Trascende la legge. È più una condizione del pensiero, che in quanto tale governa le nostre azioni come un modello inevitabile; o viene vissuta come uno dei motori del proprio agire o appare come quella impalpabile sabbia che sempre rallenta e talvolta inceppa l’antichissimo e rodato meccanismo della sopraffazione, dell’inganno, del sopruso dell’uomo sull’uomo”.

Post Mao, post now, post Pao: la nuova mostra di Paolo Bordino

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Post Mao, post now, post Pao. Con questo esilarante titolo si è chiusa ieri la mostra di Pao alla galleria Il Castello di Milano, un’esposizione che ha proposto al pubblico 18 opere realizzate dall’artista milanese in un arco di tempo che va dal 2012 a oggi, tra tele, vetroresine e sculture urbane. “Inizialmente il sottotitolo doveva essere qualcosa come Post-Verità, Post di Facebook e Posti Smarriti“, si legge nella presentazione del catalogo a opera di Jacopo Perfetti: e in effetti il percorso contiene opere che vanno dal “post” (inteso come “dopo”) 2012 al “post” (inteso come commento) su Facebook, e un po’ di voglia di “postare” (qualunque significato gli si voglia attribuire) viene.

A Bologna torna Cheap Festival, tra carta, colla e il ritratto di Irma Bandiera

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Facciate di scuole, biblioteche, edifici abbandonati, palestre popolari, ippodromi, ma anche billboards recuperati a nuova vita per un totale di 22 wall e diverse migliaia di poster realizzati: sta investendo davvero ogni angolo di Bologna l’ondata di carta e colla di Cheap Street Poster Art Festival, fino al 7 maggio nel capoluogo emiliano. Giunto alla sua quinta edizione grazie alla determinazione di sei donne, anche quest’anno Cheap interviene sul tessuto urbano di Bologna curando e realizzando progetti di public art incentrati esclusivamente sulla tecnica del paste up.