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Banksy e la misteriosa sparizione del murale Spy Booth. Distrutto o rubato?

Recensioni

Tutti i giornali del mondo parlano di “rimozione”. Ma ancora non è chiaro (e forse non lo sarà mai) se “Spy Booth”, il murale che Banksy ha realizzato nel 2014 sulla parete di una casa a Cheltenham, nel Gloucestershire, sia stato distrutto da dei lavori di ristrutturazione o sottratto per essere rivenduto a qualche galleria.

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Mollette, parcometri e carta igienica: la poesia di strada è servita. Intervista a Ma Rea

Interviste

Appese sui fili dello stendi biancheria o sui rami degli alberi, incollati sui parcometri o alla base dei cestini dell’immondizia per strada, affisse sui tovagliolini dei bar o sulla carta igienica in bagno. Insomma, Ma Rea non rinuncia proprio a usare gli spazi pubblici per fare circolare la sua poesia: al punto di chiamarsi “Lo Stendiversomio” e di usare la città come un foglio su cui tracciare i suoi versi in rima. Ma chi è questo strano personaggio, che fa arte di strada senza usare le bombolette e che stila le sue odi tra un turno come autista di pullman e l’altro? Ecco la mia intervista ad Andrea Masiero.

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Olimpiadi Rio 2016, lo street artist tedoforo e la mappa dei murales in città

Nel Mondo

Tutto è pronto: gli atleti si sono allenati per mesi, i campi di gioco sono stati misurati con attenzione “olimpica” e i tedofori hanno sfilato per tutta la città di Rio de Janeiro, portando la fiaccola fino al tripode del Maracanà. E proprio lì, tra i bambini delle favelas e gli adulti dei bei palazzi del centro, ci sono anche loro, i murales. Sì, perché nella capitale carioca l’arte di strada non è solo uno strumento di rigenerazione urbana (come ci piace dire in Italia), ma un vero e proprio stile di vita che allontana i più piccoli dal degrado, facendo loro conoscere i principi della legalità, della socialità e dell’amicizia.

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Data Center Mural Project, la Street Art colora i cyber dati di Google

Recensioni

“Che si tratti di condividere foto, di eseguire ricerche sul Web o di fare traduzioni in lingua, ogni giorno miliardi di richieste vengono inviate al “cloud”. Ma in pochi sanno che tutte queste informazioni scorrono in luoghi fisici, chiamati data centers. Forse perché questi edifici non sono stati costruiti per essere guardati, la gente di solito non lo fa, e raramente impara a conoscere quelle strutture e quelle persone incredibili che tanto fanno per rendere possibile la vita moderna. Per cominciare a cambiare la situazione, quindi, abbiamo creato il Data Center Mural Project: una collaborazione con gli artisti per portare un po’ della magia che si crea all’interno dei nostri data center verso l’esterno. Speriamo di portare il progetto in diverse sedi dislocate in tutto il mondo”.

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Draw the line, nel Molise (che esiste) l’arte si autofinanzia

Recensioni

Blu, Roa, Sten e Lex, Pixel Pancho, Ericailcane, Alicè, Dado e tanti altri. L’avreste mai detto che tutti questi nomi hanno lasciato la loro traccia nel tanto vessato Molise? A Campobasso per la precisione, dove anche quest’anno è tornato il Draw the line festival, kermesse che dal 2011, assieme all’associazione Malatesta, colora e riqualifica i quartieri degradati e spesso dimenticati del capoluogo molisano.

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In the beginnings, la prima mostra di Grafite HB. Alla scoperta di fanzine, poster e flyer con l’archivio storico di Wag Lab Milano

Interviste, Recensioni

La prima volta è arrivata anche per noi: dal 21 luglio a Base Milano, nell’ambito dell’appuntamento Urban Thursday,  l’associazione culturale Grafite HB allestisce la sua prima mostra, “In the beginnings – A historical selection of fanzines, posters and flyers of Milan suburban street cultures from early 90’s”. L’esposizione sarà un breve introduzione al mondo dell’Hip Hop e del Writing a partire dalle sue origini: in pratica abbiamo svaligiato l’archivio storico di Wag Lab Milano alla ricerca di fanzine, flyer e poster che raccontino come si svolgeva la comunicazione nell’era dell’Internet 0.0, quando cioè a informare sulle serate non c’era l’opzione di Facebook “crea evento” ma fogli stampati e distribuiti o per parlare con gli artisti d’oltralpe non esistevano le chat ma ci si muoveva con la macchina e ci sia presentava di persona.