Tutta la Street Art a portata di click

Recensioni

In principio era il Google Cultural Institute. Piattaforma on line nata nel 2011 con l’intento di raggruppare opere site in tutto il mondo, è un progetto di Google con cui gli utenti possono trovare e consultare opere pittoriche, monumenti, siti del patrimonio mondiale, ma anche mostre digitali e archivi di tutto il mondo troppo spesso chiusi al pubblico, per un totale di oltre 80.000 immagini. Un modo innovativo ma soprattutto interattivo per approcciarsi alla cultura: oltre alla possibilità di alimentare l’enorme contenitore attraverso un’apposita sezione con cui è possibile aggiungere e segnalare il proprio museo, istituto o collezione privata, la parte più divertente del progetto è infatti la creazione di musei personali per ogni utente. Prive di qualunque vincolo e assicurazione, le opere possono così essere disposte in un percorso museale del tutto personale che prevede la possibilità di abbinare a ogni opera una colonna sonora, una indicazione bibliografica, un video di presentazione. In tutti questi casi il collezionista virtuale resta nell’ombra: il Google Cultural Institute non chiede di associare un profilo alla galleria personale.

 A questo proposito è bene ricordare che il “macroprogetto” Google si articola in tre sezioni, tra le quali la più importante (per il nostro scopo) è l’Art Project, vetrina di opere d’arte, dipinti, disegni, sculture, oggetti storici e religiosi, fotografie e importanti manoscritti. Per cominciare l’esplorazione è sufficiente inserire il nome dell’opera desiderata all’interno della barra di ricerca: è così possibile visionare il dipinto effettuando uno zoom per ammirare più da vicino i dettagli del quadro, senza perdersi informazioni dettagliate, audio guide, note di visualizzazione. Inoltre, è possibile confrontare più dipinti tra loro con la modalità “Confronta”, condividerli sui principali social network e salvarli in uno spazio personale apposito, denominato “Le mie gallerie”.

È stato proprio il Google Cultural Institute ad avere lanciato, nel giugno 2014, Street Art, depositario di oltre 5.000 immagini digitali di graffiti da tutto il mondo e inserito nella sezione Art Project. “La natura transitoria della street art – ha scritto la Programme Manager del Google Cultural Institute Lucy Schwartz in un post apparso lo scorso 10 giugno sul blog ufficiale di Google – rischia di sottoporre questo tipo di arte all’oblio. Ma molto tempo dopo che la vernice è sbiadita, la tecnologia può contribuire a preservare l’arte di strada. La street art può essere temporanea sulle nostre pareti e sui nostri marciapiedi, ma la sua bellezza e la sua vivacità possono continuare a vivere in diretta sul web”. Le collezioni d’arte, da Bogotà a Lisbona a Manila, includono pezzi che sono stati ridipinti o che sono ora inaccessibili al pubblico, come lo spazio 5 Pointz a New York. Usando la tecnologia della Street View, che permette di girovagare nello spazio virtuale come se fosse in 3D, si può entrare in questi luoghi per esplorarli a fondo, come succede con i nove piani di Tour Paris 13, vedere da vicino e sentire le voci dei writers, perdersi tra le mappe che identificano i muri del mondo.

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