“Lezioni in classe per pulire i graffiti”. Ma i consiglieri non ci stanno e i graffiti si fanno legalmente

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“No”. È stata la risposta, unanime e inamovibile, che il gruppo di maggioranza del Consiglio di Zona Nove di Milano ha dato il 15 gennaio al gruppo consiliare della Lega Nord che, lo scorso 27 novembre, aveva presentato la seguente mozione: “progetti anti tag”, titolo non poco sviante dal vero contenuto della mozione.

La richiesta è infatti corposa: a fronte di un innegabile degrado della vecchia stazione ferroviaria di Affori, causato in gran parte da tag inutili che non fanno altro che gettare discredito su un’arte tanto discussa qual è quella dei graffiti, la Lega ha infatti chiesto “ai presidenti della commissione Cultura ed Educazione del Consiglio di Zona 9 di inserire all’interno delle linee programmatiche di commissione, per gli anni 2015 e successivi, l’obbiettivo quale soluzione per la lotta a tag e scritte sui muri, della ricerca di partrners che in collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado attueranno interventi, in orario extrascolastico, di cleaning con gli studenti che saranno obbligati a parteciparvi; al Presidente del Consiglio di Zona 9 e ai presidenti delle commissioni Cultura ed Educazione, di abbandonare per i prossimi anni la politica dei “murales educativi” ed impegnare quelle risorse nei progetti di cleaning”. Costrizione e censura, per farla breve.

Ma tutto il gruppo di maggioranza si è opposto e, lo scorso 15 gennaio, ha votato contro la mozione, impedendole di passare. Le ragioni me le spiega Antonella Loconsolo, presidente della commissione Educazione e vicepresidente del Consiglio di Zona Nove: “La nostra politica in Zona ha una doppia natura: una di carattere antidegrado, confermata dal fatto che collaboriamo con l’Associazione Nazionale Antigraffiti che ha ripulito, tra le altre, Villa Litta Modignani in viale Affori e via Brivio. D’altra parte però lavoriamo a progetti che permettano di consegnare ai cittadini spazi pubblici in cui fare graffiti legalmente. I percorsi proposti nei centri di aggregazione giovanile o nei doposcuola, sotto la guida di esperti di graffiti, hanno portato alla realizzazione di tre murales nella zona di via Iseo, di fronte e nel palazzetto sportivo. Sono murales semplici, certo, ma non si può pretendere troppo dai ragazzi”. E, riguardo la mozione, aggiunge: “Non è vero che il Consiglio di Zona non stanzia fondi per i progetti antidegrado: in vista di un percorso sulla legalità, la scorsa estate tutto l’ufficio di presidenza ha finanziato con 1.000 euro alcuni interventi per i murales, e con altri 1.000 euro alcuni interventi per la pulizia. Con quella mozione, poi, si sarebbero obbligati i ragazzi a fare qualcosa contro il loro volere: ma, come ho già detto, nelle scuole vi sono già progetti del genere e mi pare una forzatura ingiusta costringere i ragazzi a fare qualcosa che di volontario non ha proprio nulla”. E chiosa: “Se qualche associazione antidegrado mi proponesse attività di lavoro che coinvolgano studenti, genitori e docenti, sarei ben felice di finanziarle; questo però non deve escludere la possibilità di finanziare anche progetti pro graffiti”.

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