Stangata a Milano: prima multa di 450 Euro al writer MS

In Italia

Sergio Mattarella non me ne vorrà (anzi, colgo l’occasione per augurare buon lavoro al nuovo presidente della Repubblica Italiana), ma oggi, per chi ama la street art, la vera notizia è un’altra: il 19enne writer milanese MS, che si tagga anche GK, è il primo a ricevere dal Comune una multa da 450 euro. Il graffitaro è stato denunciato dopo avere imbrattato diversi muri e serrande di negozi in zona via Farini. Oltre a rischiare di rispondere del reato di danneggiamento – la denuncia è depositata in Procura – il writer riceverà il verbale a casa dei genitori.

Altro che colpo di coda, pare che sia solo l’inizio di una lunga serie di multe che il Comune ha deciso di rifilare, inaugurando così un nuovo corso nella lotta agli “imbrattatori”.

Lo strumento con cui il Comune avrebbe già potuto dare le multe è il Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati e la tutela del decoro e dell’igiene ambientale, che all’articolo 35 punisce chi sporca nel territorio del comune. L’importo delle multe, da 25 a 500 euro, è stabilito dal decreto legislativo 267 del 2000. Il regolamento, in vigore dal 2002, è stato modificato negli anni, fino ai recenti sviluppi: con una delibera di queste settimane Palazzo Marino ha infatti introdotto un sistema di sanzioni amministrative (quelle che in gergo chiamiamo multe) di 450 Euro che si sono aggiunte a quelle penali stabilite dai giudici in Tribunale durante i processi.

Sul fronte della repressione del writing vandalico, continua l’impegno della Procura. Qualche numero? Chiusura delle indagini per 7 ragazzi, accusati di avere bloccato e imbrattato il 20 aprile 2013 un treno della linea 2 del metrò a Villa Fiorita, seminando il panico fra i passeggeri al grido “Attentato!”. 34 i writers in attesa della richiesta di rinvio a giudizio. 17 i writers per cui le udienze sono già fissate dal prossimo marzo, di cui 21 a carico di ignoti  i fascicoli aperti. 27 i writers che hanno patteggiato come pena  i lavori socialmente utili sotto la supervisione del Comune. Complessivamente, quindi, i writers indagati, imputati o puniti per imbrattamenti commessi fra il 2012 e il 2014 oggi sono 164. Per non parlare, infine, della schedatura che il nucleo antigraffiti della Polizia locale di Milano ha recentemente stilato: un data base di circa 900 tag di writer milanesi cui sono associati nome, cognome e indirizzo. Una schedatura in piena regola, che non solo colpisce chi viene colto sul fatto mentre dipinge un muro senza autorizzazione, ma anche chi lo fa su un nuovo tipo di piazza, quella digitale: controllando foto e video che i writers in cerca di celebrità postano su social come Facebook, Twitter e Instagram, i vigili milanesi hanno accesso libero alle informazioni di base del contatto.

Ma se con una mano brandisce il bastone, il Comune millanta, con l’altra, di offrire la carota: è di quest’estate la notizia del rafforzato sostegno di Palazzo Marino al writing artistico e legale, con 100 nuovi spazi da riservare alla street art. E con un passaggio che avrebbe dovuto rappresentare il simbolo più evidente dell’approccio del Comune: riutilizzare le bombolette spray sequestrate ai writer accusati di vandalismo e imbrattamento e metterle a disposizione per iniziative legali (ad esempio progetti di studenti, sotto stretto controllo di un soggetto istituzionale, come potrebbe essere un preside).

Per ora tutte quelle promesse sembrano rispondere al titolo che nel 1982 Costa-Gavras diede al suo film: Missing.

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