Indovina chi viene a cena a Expo?

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Indovinate un po’ dove finiranno 13 “graffitari” provenienti da tutto il mondo. Sì, proprio loro, quelli che gran parte della politica locale italiana addita indistintamente come autori vandalici di scarabocchi, buoni giusto a pagare le multe della locale e a subire processi “educativi”. Beh, questa gente sbarcherà niente meno che a Expo. E non a un padiglione qualsiasi, ma al più grande padiglione dell’Esposizione Universale (5.000 mq, due piani di esposizioni e una terrazza), di proprietà di Federalimentare e Fiere di Parma: “Cibus è Italia”. Forse è il caso di rivedere qualche recente scelta avventata.

Il progetto che si svolgerà attorno a “Cibus è Italia” si chiama “Cibus Infabula” ed è curato dal creativo multidisciplinare e storyteller Felice Limosani. Limosani, classe 1966, vanta un passato da dj, producer, ma anche di artista, innovatore pioniere della comunicazione artistica  e curatore lungimirante di mostre realizzate con le più recenti tecniche d’arte digitale. Non poteva che venire a uno così, insomma, l’idea di portare 13 graffiti artists di fama internazionale (tra cui L7m dal Brasile, Masaru Ishiura & Kinuko Esther Asano dal Giappone, Destrukt dal Regno Unito e Agostino Jacurci dall’Italia) a Expo e qui farli dipingere a rotazione in sessioni di live painting di dimensioni cosmiche: il loro obiettivo è infatti quello creare 13 murales site specific perchè sviluppati su tele di 8×5 mt appese ai moduli di polipropilene di 2×3 mt che formeranno le pareti trasparenti del padiglione, a firma dell’architetto Francesco di Gregorio. Un’installazione di video arte fornirà il giusto impatto visivo per un’opera a 360 gradi. I temi che verranno affrontati saranno, naturalmente, quelli del cibo e della nutrizione del pianeta, ma, assicura Limosani, “non vi sarà una trattazione didascalica delle tematiche di Expo: compito dell’artista non è quello di far capire il suo lavoro, quanto quello di raccontare, secondo la propria sensibilità, la storia dell’uomo che sa fare con le mani. Le aziende agricole e, con loro, i murales sono proprio questo”. Saranno i visitatori, grandi protagonisti di questa operazione, a prendere parte allo scatch, interpretare il lavoro degli artisti e infine condividerlo sui social, per una circolazione del tutto libera della creatività e dell’arte stessa.

Occhio di riguardo, poi, andrà alla eco sostenibilità dell’intero progetto. Partendo dall’etereo padiglione di “Cibus è Italia”: i pannelli di polipropilene sono infatti smontabili e riutilizzabili in altri frangenti fieristici, mentre il cibo prodotto dai 420 tra aziende e consorzi che esporranno con Federalimentare sarà servito in piatti con stoviglie di bioplastica, per una biodegradabilità garantita al 100%. Nemmeno i murales sono esenti dal principio del ricilo: dopo che le 13 opere saranno concluse, infatti, verranno esposte in una mostra collettiva in occasione della fiera Cibus – Salone Internazionale dell’Alimentazione al quartiere fieristico di Parma dal 9 al 12 maggio 2016. l’obiettivo è quello di permettere a queste opere di varcare i confini nazionali e dimostrare alle più grandi capitali europee che anche Milano, durante Expo, è stata in grado di evitare la repressione.

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