Flycat, l’artista italiano col cuore negli States

Interviste

Writer, ma non solo. Rapper, ma non solo. Firmatario del Manifesto del Futurismo Celeste, ma non solo. Non c’è un unico termine che possa racchiudere l’estro di un writer (ma non solo!) che ha scritto la storia del movimento a Milano e nel resto del mondo: lui è, dal 1984, Flycat, al secolo Luca Massironi, classe 1970. Amante del disegno e della cultura hip hop, per queste passioni Flycat ha fatto di tutto negli ultimi 30 anni: fondare crew, vivere in America, “addirittura ballare break dance”, come mi dice scherzando. Un artista a tuttotondo, insomma, che ha alimentato in prima persona la nascita e gli sviluppi italiani di quell’inflessibile hip hop lifestyle dal sapore americano, fino a farlo diventare un lavoro.

Quando ti avvicini al mondo hip hop?

Divento Flycat nel 1984, ma non mi sono sempre taggato così: l’idea di questa nuova firma giunge dalla mia passione per TopCat, il gatto a cartone animato prodotto da Hanna e Barbera negli anni Sessanta che viveva la sua vita randagia in un vicolo newyorkese nella zona di Manhattan. Fly, invece, significa “persona che ha stile” ed ecco come nasce il mio tag. Da questo momento in poi inizia la mia avventura: negli anni Novanta inizio a confrontarmi con i grandi maestri della scena newyorkese dell’ Arte Urbana, finchè dal 1995 trascorro lunghi periodi a East Los Angeles, California, dove tra le altre cose registro il mio terzo album Hip Hop uscito nel 2006,  dal titolo “Our Sign”, prodotto dalla formazione statunitense “Sick Symphonies”. Ma è nel 2010 che avviene la mia consacrazione: quell’anno l’ artista di New York Rammellzee mi nomina suo discepolo conferendomi il grado di “Y-1”, difensore della 25esima lettera.

Raccontami della tua esperienza americana

A quell’epoca era inevitabile non fare un salto negli States. La mia esperienza a Los Angeles inizia, a più riprese, nel 1995, quando mi dirigo nella città degli angeli (creature che per me significano molto) per studiare il writing delle gang e capirne la rabbia e le tensioni. Entro a far parte del Movimento culturale-artistico Chicano di East Los Angeles, dove trascorro diversi anni, collaborando con alcuni tra i più noti artisti della West Coast tra cui il pittore Chaz Bojorquez, il poeta Luis J. Rodriguez. Mi sono così avvicinato al writing californiano: iniziato coi primi writers che qui avevano mossi i loro primi passi negli anni Quaranta, si tratta di uno stile profondamente calligrafico e legato alle gang. Il “cholo writing”, così viene definito lo stile dei graffiti delle compagnie latine a Los Angeles, è monocromatico e territoriale e rappresenta la banda e non l’individuo: l’idea di comunità è infatti molto forte e non si limita agli eventi artistici ma permea di sé l’intera vita di una persona. La gang diventa la tua famiglia, e così è stato anche per me.

E ora quel è la tua idea di writing?

Forte della mia esperienza statunitense, dove ho imparato che io non sono solo arte ma il risultato culturale di tante altre persone che hanno dato il loro apporto, posso affermare che sono stato io a spianare la strada alle generazioni di oggi e a trasformare questo genere in lavoro. Da tempo faccio l’insegnate per i ragazzi che si vogliono avvicinare a questo mondo: voglio combattere l’idea di un writing sempre più spesso fenomeno da baraccone perché credo che non si tratti solo di arte ma di un vero valore di vita. A questo scopo non ho una scuola mia ma collaboro con alcune Onlus che lavorano con i giovani e ai quali è data la possibilità, a fine lavori, di esporre ciò che hanno imparato in un lavoro finale. Ecco, in quelle opere c’è la mia energia e l’energia che ciascuno di loro incanala in lettere colorate su qualunque tipo di supporto.

A proposito di lettere, nel 2013 scrivi il Manifesto del Futurismo Celeste..

Sì, in esso sostengo che

Sono nato a Milano il 19 agosto del 1970. All’età di 13 anni mi innamorai follemente di ciò che il mondo chiamava Arte dei Graffiti, non ricordo il giorno esatto, ma posso dire che da quel preciso istante iniziò la mia vita, la vita di FLYCAT.
Dipingo, progetto, assemblo, ritaglio, incollo, metto in prosa, ma essenzialmente ciò che faccio è ‘scrivere’. Scrivere, per me, è la perfetta coniugazione alchemica fra tre elementi principali: Storia, Tradizione, Passione.
Sono portavoce ufficiale di un Movimento artistico conosciuto con il nome di Panzerismo Ikonoklasta e Futurismo Gotico, creato nella Nuova York nel 1979 da un grande maestro, Rammellzee (1960-2010). Il 20 febbraio del 2010 divenni suo discepolo e fui nominato, con il grado di “Y-1”, difensore della 25esima lettera. Il mio compito ora è di operare sulle 26 Lettere che compongono Il Nuovo Alfabeto Latino Romano.

La filosofia del Panzerismo Ikonoklasta e del Futurismo Gotico si fonda sull’idea della transizione dall’era ‘ornamentale’ della scrittura (iniziata con le miniature medievali) a quella ‘armamentale’: le Lettere vengono armate di missili per liberarsi dalla prigionia imposta loro dai caratteri mobili-immobili della stampa.

Evase da una prigionia durata più di 4 secoli, le Lettere trovano nuova vita sulle pagine rotanti di una nuova tipologia di codice, quello della rete dei trasporti metropolitani, è qui che la tradizione sposa la modernizzazione ed il concetto futurista.

Le Lettere armate di missili corrono sui vagoni della metropolitana.

Partendo dall’idea di lettera come entità autonoma liberata, la mia ricerca si è spinta oltre. Ho sviluppato una mia particolare visione alla quale ho dato il nome di Futurismo Celeste.

Il tradizionale concetto dicotomico di ‘significato e significante’ con il Futurismo Celeste si dissolve. Dopo le lettere armate ecco che nascono le Lettere Celesti.

Le Lettere liberate sia dagli ‘ornamenti’ che dagli ‘armamenti’ si stagliano sulla tela.

Le mie Lettere Celesti vogliono rivendicare l’unità ontologica del segno grafico, della Lettera, che è significato e significante.

Per restituire alla Lettera la dignità e il potere che le competono ho preso, dunque, a prestito la denominazione di Litterae Caelestes. Con questa espressione si definisce una particolare scrittura sviluppata nella Cancelleria dell’Impero Romano d’Occidente. Si trattava di una scrittura estremamente elaborata tanto da risultare quasi illeggibile, ma era proprio l’illeggibilità di tale lettere a renderle uniche e garanzia di autenticità dei documenti imperiali.

Oggi riprendendo la tradizione delle Litterae Caelestes, il Futurismo Celeste libera dai tunnel delle metropoli, riportandole in superficie, le Litterae, che hanno due specifiche funzioni: la prima, pratica, combattere ogni tipo di plagio e, quindi salvaguardare lo stile; l’altra, ideologica, donare un’aura sacrale e prestigiosa all’esercito delle Lettere di coloro che scrivono l’ILLEGGIBILE.

FLYCAT Y1

A.D. 20X5

Quali progetti per il futuro?

Attualmente le mie opere sono esposte nella hall dell’Hotel Boscolo, in corso Matteotti  4-6 a Milano, per la curatela della galleria Gli Eroici Furori di Milano, mentre per il 23 aprile prossimo è prevista una mia performance dal vivo, che consisterà nell’affrescare una parete esterna dell’Hotel.

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