Gli stili di Meeting of Styles Italy

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In un pigro lunedì mattina prefestivo, tra i capannoni industriali di via Concordia a Trezzano sul Naviglio, c’erano tutti i segni di un lavoro alacre: tappini di plastica che coprono i caps delle bombolette per terra, guanti in lattice sporchi di vernice appoggiati su qualche scala a pioli, i rulli e i compassi. Ma soprattutto il cartello del Comune di Trezzano sul Naviglio che recava la scritta “Divieto di circolazione per manifestazione denominata Meeting of Styles Italy”.

Conclusasi ieri lunedì 1 giugno la kermesse internazionale, che ha visto più di 200 writers lavorare tra la ferrovia e via Edison, è giunta alla sua seconda edizione italiana. E, come ogni anno, è stata un successo. Gli artisti, provenienti dai quattro continenti, hanno avuto la possibilità non solo di colorare col loro estro aree periferiche che sarebbero state altrimenti abbandonate al degrado, ma soprattutto di conoscere stili e persone assai diversi dall’ambiente in cui sono soliti lavorare e, con loro, interagire, collaborare, conoscere. La tre giorni ha infatti visto avvicendarsi tra i muri dei magazzini crew internazionali, special guests, musica, live, breakdance, cibo e addirittura un torneo di basket a tre per amanti della strada di tutto il mondo.

Ma come nasce Meeting of Styles? E chi c’è dietro? Per scoprirlo bisogna risalire ai primi anni Novanta quando il macello della città di Wiesbaden, in Germania, andò in disuso: ben presto si riempì di artisti che qui, su migliaia di metri quadri di superficie, vi collocarono la loro hall of fame, dipingendo per tutto il giorno. Ma a metà degli anni Novanta l’area fu interessata da nuovi piani urbanistici che prevedevano l’abbattimento dell’ex macello: si creò così l’associazione “Int. Wall Street Meeting” che, fondata proprio in quell’occasione, vi portò numerosi artisti che diedero il proprio contributo estetico e più di 25.000 sostenitori della causa, dal 1997 al 2001. Ma nonostante l’evento fosse riuscito a ritardare la demolizione per anni, non fu possibile preservare la zona e alla fine del 2001 nella città di Wiesbaden si consumò la distruzione di un monumento riconosciuto in tutto il mondo: il fine fu quello di costruirvi un grande parcheggio. Per mantenere vivo lo spirito dell’”Int. Wall Street Meeting” e per diffondere il suo messaggio attraverso l’Europa e il mondo, è così nato Meeting of Styles, o MOS: rete internazionale di artisti e appassionati, fin dalla sua fondazione lo scopo del MOS è quello di creare un forum per la comunità artistica internazionale affinchè gli artisti possano comunicare e scambiare idee, opere e competenze, ma anche per sostenere lo scambio interculturale. Con questo spirito il MOS ha lanciato, in 13 anni di vita, più di 200 eventi in 16 Paesi di Europa, Russia e America, attirando più di 300.000 spettatori. Insomma, come dice il suo stesso nome Meeting Of Styles è un incontro di stili: non vuole tuttavia essere un forum dedicato esclusivamente a graffiti artists e writers quanto un modo per presentare tutti i diversi tipi di arte urbana creando socialità. Non a caso il MOS è stato più volte indicato come uno dei migliori eventi mai dedicati alla cultura di strada. E nemmeno questa volta si è smentito.

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