A Milano si fa cento (muri liberi)

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Dopo una lunghissima attesa e mesi di lavoro anche Milano ha raggiunto l’obiettivo: questo pomeriggio il Comune ha approvato, con una delibera di Giunta, il progetto dei cento muri liberi in tutta la città.

La decisione giunge dopo un lungo confronto con le zone di Milano (tra queste solo la zona uno è rimasta esclusa a causa dei vincoli architettonici con la sovrintendenza) che ha portato all’individuazione di ben 67 località sparse in tutta la città. Le pareti saranno individuabili da domani sul sito del Comune e sul posto attraverso appositi cartelli: l’elenco comprende muri di proprietà comunale e di altri soggetti (quali ad esempio Ferrovie dello Stato, Ferrovie Nord, Amsa) che hanno dato il loro benestare. Qui chiunque e in qualsiasi momento potrà dipingere senza incappare in sanzioni: non si tratta, dunque, di muri progetto che prevedono un’unica realizzazione definitiva quanto di pareti la cui iconografia sarà in continua evoluzione, come da sempre accade al Leoncavallo.

Oltre agli assessori Carmela Rozza e Marco Granelli, grande la soddisfazione è stata espressa da parte dei consiglieri comunali PD promotori del progetto, Paola Bocci ed Emanuele Lazzarini, che definiscono la decisione del Comune una vera “rivoluzione copernicana”: “Il graffitismo vandalico – si legge nel comunicato stampa diffuso da Boccia e Lazzarini – si contrasta non attraverso la semplice repressione, ma promuovendo interventi di riqualificazione artistica muraria diffusi in città e assegnando superfici in tutte le zone, per la libera espressione artistica autogestita, vere e proprie palestre per la crescita di talenti locali. Alla città è utile e necessario un confronto costruttivo tra Amministrazione e mondo della street art, per cambiare prospettiva: dalla repressione alla valorizzazione della bellezza e dei talenti. L’ Arte Pubblica del nostro tempo ha bisogno di sperimentare e di avere riconoscimento, e di non essere confusa con il vandalismo. In questo modo potremo valorizzare un patrimonio di artisti e investire sul futuro”. “Si tratta di un primo passo fondamentale – mi dice poi Emanuele Lazzarini – di è una partita che è ancora tutta da giocare. Ora bisogna essere uniti e fare conoscere l’iniziativa affichè questa funzioni al meglio”.

Sì, perché la polemica è sempre in agguato. E da chi poteva giungere se non dall’anti street art per eccellenza, il vice-presidente del Consiglio comunale e capogruppo di Fratelli
d’ Italia-Alleanza Nazionale in Regione, Riccardo De Corato? Nel suo commento alla delibera fa orecchie da mercante e, ancora, scambia il vandalismo con l’arte: “Milanesi cornuti e mazziati – scrive – con il nuovo regolamento edilizio i privati sono obbligati a pulire i muri dei loro palazzi, spendendo soldi loro  (mentre l’ amministrazione di centrodestra aveva fatto delle convenzioni con l’ Amsa), ma nel contempo il Comune regala cento muri ai writer. Rozza e Granelli dovrebbero vergognarsi, stanno prendendo in giro i milanesi che non solo vivono in una città sempre più sporca, non solo devono pagarsi le pulizie ma adesso devono anche vedere spazi regalati agli imbrattatori”. E poi attacca con la demagogia fatta a numero: “Secondo uno studio dell’ Associazione nazionale antigraffiti ci sono in giro 1.300 writer, con un incremento del 15-20%. Sotto l’ amministrazione di centrodestra, con la nostra tolleranza zero, non solo i muri erano più puliti, ma ogni giorno a Milano pulivamo e ri-pulivamo, se i writer insistevano, fino a far arrivare l’ indice di ri-imbrattamento sotto l’ 1%, il più basso in Italia”. Se solo De Corato si informasse, scoprirebbe che il nucleo contrasto graffitismo della Polizia Locale ha potenziato la sua collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, giungendo nel corso del 2014 al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 95 writers che operano sia singolarmente che in gruppo, arrivando a sequestrare 102 computer, 140 telefoni cellulari, 12 videocamere, 14 macchine fotografiche digitali, 62 chiavette Usb, vari supporti informatici CD e DVD, schede Flash di memoria e sim telefoniche di vari gestori, 4000 bombolette di vernice spray di varie marche e colori nonché 9000 caps o ugelli di vario formato. E che nei primi 5 mesi dell’anno 2015 le cifre di quanto riportato sono ulteriormente aumentate del 17%. Finora sono stati incassati dal Comune di Milano circa 25.000 Euro e nei primi 5 mesi dell’anno 2015 l’introito è stato incrementato di circa 10.000 Euro.

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