La più grande jam d’Italia? Si chiama Street Players 2015

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Il maltempo della scorsa settimana li aveva costretti a rimandare. Ma con oggi, sabato 20 giugno, anche i ritardatari potranno finire i loro muri per dare finalmente vita al progetto Street Players 2015, la Jam di Graffiti Writing e Street Art che, iniziata lo scorso week end, darà vita a un lunghissimo murales attorno all’Ippodromo del galoppo di Milano. Giunto alla sua terza edizione, lo Street Players di quest’anno spicca su quelli precedenti per la sua estensione: con i suoi 3 km di lunghezza, da via Caprilli a via Diomede, passando per piazzale Lotto, lo stadio di San Siro e il Lido, il progetto è diventato il più grande evento d’Italia nel suo genere: vi hanno partecipato più di 350 artisti provenienti, tra gli altri, da Italia, Norvegia, Francia, Spagna, Svizzera e Polonia.

Merito di Marco Mantovani, in arte KayOne, che per tutti questi anni è stato l’organizzatore dell’evento assieme all’associazione culturale Strededarts: “L’evento – mi spiega KayOne – è andato crescendo di anno in anno: abbiamo iniziato nel 2013 con Stadio Street Players non a caso a San Siro, ci siamo spostati nel 2014 verso Lotto e quest’anno abbiamo coperto tutto lo spazio fino a via Diomede. Organizzare le giornate è stato stancante, ma il risultato è tra i più belli che abbia mai visto”. Già, perché proprio KayOne, da buon factotum, ha curato ogni aspetto dell’evento, a partire dalla selezione degli artisti: “Non c’è stato nessun bando – prosegue – solo un evento creato su Facebook e un indirizzo mail, il mio, a cui inviare la candidatura. Da quel momento ci sono arrivate centinaia e centinaia di richieste quasi tutte confermate per permettere ai più giovani di lavorare con gli stoner, di apprendere ma allo stesso tempo di mettere a confronto uno stile più tradizionale, quello del Graffiti Writing, con uno più moderno, quello della Street Art”.

A tutti gli artisti è stata però commissionata un’unica iconografia, quella propria dell’ippodromo che ritrae cavalli, verde e velocità: “Inizialmente il tema doveva essere quello di Expo – mi spiega KayOne – ma per diversi motivi abbiamo deciso, a poco tempo di distanza dall’inizio, di cambiarlo. Trenno, società di gestione degli ippodromi milanesi, ha così deciso di assegnare un premio a chi avrà meglio interpretato il tema”, un premio consistente in una targa di riconoscimento che verrà pubblicamente consegnata al vincitore durante il Premio del Giubileo di domani. Ma non finisce qui: a lui sarà anche data la possibilità di esporre le proprie opere in una mostra personale nelle prestigiose sale Liberty dell’Ippodromo del galoppo. E per tutti gli altri? “Penso – conclude – che in eventi come questo i soldi non siano una priorità. Siamo stati noi i primi a non chiedere soldi agli artisti né a promettere loro remunerazione alcuna: lo scambio è alla pari, noi forniamo loro bombolette, vernice bianca e spazi e loro in cambio ci ricompensano con lavori di altissimo livello, mossi dall’amore e dalla passione per questa magnifica attività”. Parole che da anni muovono e guidano l’attività di Stradedarts, il cui scopo è quello di promuovere iniziative di cultura urbana per riconoscere le potenzialità dell’arte contemporanea in termini di crescita economica e sociale, con un occhio di all’educazione civica dei più giovani.

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