WD, da Bali ad Atene nel nome della protesta

Interviste

Più delle grammatiche e delle versioni, sono stati i graffiti di Atene ad avere insegnato a tutto il mondo come si dice e no in lingua greca. Qui la crisi e le proteste hanno aggiunto alle parole anche i murales che per le strade della capitale hanno saputo dare un volto a paure, perplessità e rabbia di un popolo che, ancora ieri, è sceso in piazza per manifestare contro Bruxelles, l’ex Troika, l’austerità.

Atene è una città particolarmente ricca di street art, anche grazie a una legislazione piuttosto permissiva: per questo artisti da tutto il mondo, non solo greci, dipingono ormai da anni i muri di case e negozi. Tra loro c’è addirittura chi si è inventato il lavoro di critico dei graffiti: è il caso di Manolis Iliopoulos, un artista locale che non si stanca mai di accompagnare i turisti alla scoperta dell’underground della capitale, tra walls, monolocali e negozi di vernice spray, e di spiegare la storia del movimento della street art ad Atene. Secondo Ilipoulos il movimento dei graffiti è nato a New York come reazione alla crisi economica: da qui si è diffuso in tutto il mondo giungendo ad Atene nel 1992, quando i primi pezzi iniziavano a comparire nei quartieri periferici della città, prima di trasferirsi al centro. Ma la vera esplosione giunge nel 2009, quando assieme alla dichiarazione shock dell’allora neo primo ministro George Papandreou si iniziano a vedere i primi murales politici nei quartieri di Exarchia, Monastiraki e Psirri, dove volti e simboli pop campeggiano a fianco dei tesori archeologici della città. Da questo momento la scena della street art ateniese è esplosa: non solo murales di protesta realizzati da artisti indipendenti, ma anche pezzi commissionati da negozianti, imprenditori e investitori immobiliari che hanno iniziato ad assoldare gli artisti per dipingere le pareti dei loro negozi.

Tra gli street artists di maggiore successo vi è senza dubbio WD, acronimo di Wild Drawing: lui è uno di quelli che greco non è e, anzi, viene da molto lontano. Da Bali per la precisione, ma che è rimasto talmente ammaliato dal flow di Atene da decidere non solo di rimanerci ma di fare di questa città il suo personale museo all’aria aperta. Non a caso i suoi pezzi sono stati tra i più fotografati dalle testate giornalistiche di tutto il mondo e sono spesso apparsi se non in copertina (o home page) almeno nel risvolto e nelle prime pagine dei principali quotidiani soprattutto italiani. Io l’ho intervistato.

Chi sei? Cos’hai studiato e cosa fai nella vita?

Mi chiamo WD, aka Wild Drawing, e sono originario di Bali, anche se ora vivo ad Atene. Mi sono laureato in Belle Arti e Arti Applicate finchè nel 2000, e da quel momento fino a oggi, passo gran parte del mio tempo in strada, ma contemporaneamente continuo a lavorare anche nel mio studio.

Quando hai iniziato a fare murales?

Direi da quando il pezzo “Mother Nature” è diventato virale: da quel momento non mi sono più fermato.

Perché hai iniziato a fare murales in Grecia?

Qualche anno fa mi sono trasferito ad Atene e ho continuato a dipingere, con la stessa produzione che facevo a Bali.

Come vedi il futuro della Grecia?
In un modo o nell’altro, l’unica certezza è che si prospettano lunghi, lunghissimi tempi duri sia per la Grecia sia per l’Europa.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

A luglio sono stato invitato a partecipare a Malta al Malta Street Art Festival.

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