Al Museo delle Culture di Milano, tra ragni e arte underground

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Uno spazio da 17mila metri quadrati dove l’arte, gli usi e i costumi del mondo trovano la loro naturale collocazione nella multietnica Milano: è il Mudec, Museo delle Culture, un regalo che la giunta ha fatto alla città nel marzo 2015 all’interno degli spazi ex Ansaldo di via Tortona. Qui, dove una volta si lavorava l’acciaio, oggi si susseguono aree espositive, sale per le collezioni permanenti, un auditorium, una biblioteca, un bookshop, un ristorante, una sala conferenze, un laboratorio di restauro e un grande design store.

Proprio quest’ultimo, traendo ispirazione dalle collezioni permanenti, è diventato una sorta di wunderkammern del design contemporaneo, raccoglitore di oggetti nuovi e spettacolari che, non a caso, sembrano uscire da un repertorio fantastico. E proprio come estensione ideale di questo spazio, popolato di oggetti d’autore e votato alla sperimentazione, che è nato Mudec Art Wall, spazio dedicato all’arte contemporanea con brevi istantanee del lavoro di artisti viventi, ricavato all’interno della zona Bistrot. Non poteva che aprire le danze un artista bulimicamente pop: si tratta di Spider, al secolo Daniele Melani, artista poliedrico nato, vissuto e cresciuto in tante città del mondo. Fiorentino di nascita, romano di formazione, statunitense di passaggio e pesarese d’adozione, ha saputo mixare tutti i linguaggi provenienti da queste località (la figurazione romanica tardo – antica, gli influssi Dada, il sapore folk)  con il fantastico mondo del pop della Grande Mela: dal graffitismo metropolitano al fumetto underground, dai manga ai disegni animati, meglio se Disney vintage.

È lui, con la mostra “Oh boy!” dallo scorso 23 luglio fino al 10 settembre, a esporre per primo nel nuovo spazio di Mudec Art Wall: ventidue lavori in tutto, tra cui molto acrilici su tavole e su tela, che presentano l’essenza della lunga ricerca e produzione dell’artista maturata fra i diversi linguaggi espressivi degli anni Novanta. Al Mudec Design Store sono invece presentate due sedute in lamiera disegnate, progettate e dipinte dall’artista.

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