Sauvons la rue Dénoyez!

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C’è chi dice che per trovarla basta “avere naso”: scesi alla stazione Belleville della linea due della metropolitana di Parigi, infatti, bisogna girare a destra e seguire l’odore chimico delle bombolette spray. Una volta conclusa la scia di odore, là ci si ritroverà in rue Dénoyez, la strada che a Parigi rappresenta il cuore pulsante della street art non solo capitolina ma dell’intera Francia. Non a caso rinominata la rue du graff, la via dei graffiti, quella che attraversa il ventesimo arrondisement rischia però di diventare la rue du gaffe. Quale gaffe? Quella di distruggere uno dei templi della street art per fare posto all’edilizia sociale.

Qualche tempo fa, tramite Pequodrivista, ne avevo parlato qui: rue Dénoyez nasce nel ventesimo “circondario” della capitale, sviluppatosi a est della città, nella zona urbanistica a destinazione industriale. Qui il centro abitato ha accolto, dapprima, una classe operaia composta, per lo più, da popolazioni multietniche, poi ha attirato molti creativi ed è stato letteralmente preso d’assalto da musicisti, artisti e registi che hanno individuato questa parte di Parigi come una delle loro preferite. Il motivo è stato semplice: le basse costruzioni che si elevano per un solo piano lungo un lato della via sono immobili di proprietà pubblica, gestiti dal municipio, suddivisi in varie unità che sono state concesse a studi d’artista a canoni locativi bassi. Inoltre, la caratteristica tipicamente popolana della via ha determinato, negli anni, uno scarso interesse edilizio della zona, tenendo lontani appetiti fondiari a carattere speculativo e preservandola dall’assalto dei rivenditori immobiliari.

Ma non dai progetti di riqualificazione voluti da quegli stessi proprietari, i municipi, che dovrebbero invece preservare la collettività locale, composta di una vita sociale molto vivace, di caratteristici locali per giovani e turisti, di street art. Da questa primavera, infatti, sui tetti di quattro associazioni (Alternation, T.R.A.C.E.S., la Maison de la plage e Friches et nous la paixdel), un complesso di edifici a piano terra più un piano, su strada e su corte, grava un progetto di riqualificazione urbana a carattere sociale per la costruzione di un asilo nido e di diversi alloggi sociali, tra il 18 e il 26bis della strada. Una decisione che causerebbe la scomparsa della strada dal tessuto urbano della città e condannerebbe la zona a diventare un vero quartiere dormitorio, senza più locali ma soprattutto senza più colore. I graffiti di rue Dénoyez si sviluppano infatti per una trentina di metri lungo la strada, cambiando faccia tutti i giorni secondo il passaggio degli artisti provenienti da tutto il mondo: una damnatio memoriae normale in strada, che si presta al gioco della facile sostituzione dell’opera dell’artista con un’altra opera. Quello che è anormale, invece, è dare una definitiva passata di bianco a questa tela a cielo aperto e abbatterla senza ritegno: un atto disonesto, osteggiato dagli abitanti del quartiere e dalle associazioni che accusano il municipio di scarsa comunicazione: l’unico incontro pubblico è stato presentato dal Comune come “informativo”, e nessun dibattito è stato affrontato. Intervistato a questo proposito, il minisindaco del ventesimo arrondisement, Frédérique Calandra, ha così tagliato corto: “Non siamo qui per parlare ma per presentare. In ogni caso stiamo andando incontro alle associazioni chiedendo loro un canone di affitto pari a 2.700 Euro al mese”. Oggi ne pagano 200. Gli abitanti si sono così mobilitati, appendendo lo striscione saouvons la rue Denoyez, salviamo rue Denoyez, e aprendo sulla piattaforma change.org la petizione, rivolta in primis al sindaco di Parigi Anne Hidalgo, Sauvons la rue Denoyez.

Io ho firmato, e voi?   

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2 pensieri su “Sauvons la rue Dénoyez!

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