Street art in cattedra all’Outdoor Camp

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Vi ricordate l’esperienza della Caserma Mameli di Milano, dove i murales dei ragazzi che l’avevano occupata sono stati prontamente bloccati da uno sgombero e, ora, lasciati all’abbandono? Una dimostrazione di arretratezza e ottusità su cui Milano, la capitale dei cento muri liberi, non può che imparare. Da chi? Da Roma, per esempio, dove fino al 15 settembre sarà l’Outdoor Camp ad aprire le danze della sesta edizione dell’Outdoor Festival, a sua volta in programma dal 2 al 31 ottobre, quando quindici artisti trasformeranno la caserma in temporary museum.

Non a caso l’Outdoor Camp si terrà tra le mura dell’ex caserma Guido Reni, 30.000 mq di spazio inutilizzato che, grazie al sostegno di Roma Capitale, saranno riattivati attraverso un vasto programma culturale che ne consentirà la riapertura temporanea prima della sua rigenerazione. Veri protagonisti di questa riqualificazione urbana saranno otto street artist provenienti da tutto il mondo che, calati nei panni dei docenti, incontreranno il pubblico in varie occasioni: si tratta degli italiani Rub Kandy, Alice Pasquini, Uno e 2501, dello spagnolo Penique Productions, del francese Tilt, del brasiliano Tinho e del norvegese Martin Whatson.  A ingresso gratuito, la quindici giorni sarà dunque scandita in questo modo: dalle 10 alle 13 i workshop saranno l’occasione per incontrare gli artisti che racconteranno e illustreranno i retroscena del loro lavoro, mentre dalle 18 a mezzanotte gli incontri con gli artisti saranno dei veri talk moderati da Antonella di Lullo, curatrice di Outdoor. Dalle 19, poi, si potranno gustare aperitivi bio e a seguire ci saranno live set, dj set e visual performances. Tutti i giorni, infine, sarà possibile visitare la mostra “Passato e futuro della ex caserma Guido Reni”. L’apertura al pubblico degli spazi dell’ex caserma saranno anche l’occasione per iniziare a scoprire le opere su cui sono già al lavoro gli artisti protagonisti del festival di ottobre, come Guido Bisagni, in arte 108, con le sue piene campiture noir, i colori dell’italo-filippino Halo Halo e le installazioni a tematica ambientale del greco Alexandros Vasmoulakis e ancora le opere plastiche del duo di Amsterdam dei Graphic Surgery, composto da Erris Huigens e Gysbert Zijlstra.

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