Centraline, colori e arredo urbano: la riuscita avventura di Energy Box 2015

Interviste

Una cosa è sicura: se prima passavano del tutto inosservate, ora non potete non esservi accorti di loro. Non solo se abitate a Milano, perché sono davvero a ogni angolo della strada (almeno laddove ci sia un incrocio regolato da un semaforo), ma anche se vi trovate nel resto d’Italia, perché ne hanno parlato tantissimi media, locali e nazionali. A partire da questo blog quando, lo scorso 12 agosto, ho presentato #UAR Urban Art Renaissance, e il suo evento collaterale, il geniale Energy Box 2015. L’appuntamento con il suo finissage è previsto per questa sera, venerdì 9 ottobre, dalle 19.30 alla Fabbrica del Vapore.

54 artisti, street artist e non solo, che hanno trasformato 170 centraline semaforiche in veri e propri pezzi di arredo urbano: piccole schegge di arte su supporti insospettabili, che hanno saputo fare parlare di sé in tutta la città (e non solo). Merito del critico d’arte Flavio Caroli e di Davide Tinelli, in arte Atomo, pietra miliare del writing milanese, che con A2A (di cui Atomo è stato dipendente), Fondazione Aem ed Evoluzioni Urbane, e con il patrocinio del Comune di Milano, hanno ripensato l’intera città di Milano, con l’aiuto dei suoi artisti e per i suoi abitanti: zone “intoccabili” finalmente raggiunte dalla street art (Loggia dei Mercanti), coppie “scoppiate” di artisti rimesse assieme per l’occasione (Bros e Sonda), intere famiglie in coda per fare una foto agli artisti all’opera e un archivio fotografico di tutto rispetto.

Della durata di un mese, il lavoro che si concluderà questa sera in una grande festa alla Fabbrica del Vapore, negli ex locali cisterne: qui saranno visibili per l’ultima volta tutte le opere degli artisti #UAR, si potrà assistere a una performance dal vivo di Rendo, Ina Ferrara e Refreshink (su tre centraline) e di Zibe (su cavalletto), mentre sarà proiettato il video storytelling di tutta l’esperienza Energy Box 2015. Ad aprire la serata alle 19.30 i Manupuma in concerto, durante il quale sono previsti gli interventi del Capo di Gabinetto del Comune di Milano Maurizio Baruffi, del Presidente di Fondazione AEM Alberto Martinelli e del professore ordinario di Storia dell’arte moderna al Politecnico di Milano Flavio Caroli. Seguirà dalle 22.00 fino a mezzanotte il dj set di Tommaso Toma da Radio Popolare. Non mancherà poi l’intervento dell’ideatore di Energy Box 2015, Davide Atomo Tinelli, che in vista della fine dell’evento ho intervistato.

Come e quando nasce l’idea di Energy Box? E qual è il suo intento?
Energy Box 2015 nasce da lontano, più di un anno fa pensando a quale vetrina poteva essere Milano per Expo e soprattutto quali possibili interventi, piccoli ma sistematici, per abbellire la città e recuperare inestetismi urbani. Inestetismi, questi ultimi, funzionali e necessari ma veramente squallidi e anonimi. L’idea è stata dunque quella di trasformare la città in una galleria a cielo aperto, dove artisti di peso trasformano questi armadietti privi di qualsiasi estetica in veri e propri quadri. Il gioco lo fanno le dimensioni più adatte a una tela che a un intervento pittorico da street art: da qui il coinvolgimento di artisti provenienti da tanti e differenti stili e linguaggi, dal writing vero e proprio alle varie forme di street fino a pittori da cavalletto, illustratori, fumettisti.

È il primo progetto di questo tipo che viene fatto su Milano?
Sicuramente è la prima forma di creazione di una galleria a cielo aperto d’Italia. Un’arte in piccole dimensioni, da museo, portata alla luce e alla fruizione di chiunque, un’arte popolare non per povertà di idee e lavori ma per la costrizione alla visualità data a tutti utilizzando gli incroci semaforici.

Come sono stati reclutati gli artisti?
Gli artisti hanno lavorato gratis con un rimborso spese minimo per chi arrivava da fuori o per chi servivano colori e sono stati selezionati da me con la supervisione di Flavio Caroli (storico e critico d’arte, ndr).

In quanti hanno partecipato?
Inizialmente dovevano essere 50 artisti per 150 cabine, 3 a testa ma poi le cabine sono diventate 170 e gli artisti 54 con richieste di molti che non erano stati contattati ai quali abbiamo chiesto di aspettare la seconda tranche che, visto il successo, ho buone speranze si possa attuare.

Sei soddisfatto di come sono andate le cose? E cosa hanno detto le persone che vedevano gli artisti all’opera?
Inizialmente la gente, i passanti, si dimostravano incuriositi, apprezzavano ma con una certa titubanza. Poi, man mano che si procedeva e la cosa pigliava più famigliarità, gli apprezzamenti si facevano molto più decisi ed incoraggianti. Verso la fine, quando ormai la notizia circolava da più tempo, addirittura si scatenava l’entusiasmo, mamme con bambini che urlavano: “Quelli delle cabine, ci sono quelli delle cabine!”. Direi che una piccola medaglia Milano se la può consegnare: con una piccola cosa abbiamo dato un punto d’orgoglio alla città e questa operazione, grazie ad A2A, fondazione Aem e Comune di Milano. Deve proseguire.

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