Chi ha paura del Seveso? Cento tombini per riconquistare Niguarda

In Italia

Ci vivo da 26 anni, ma le foto d’epoca mi raccontano che anche 50 anni fa il quartiere di Niguarda lottava contro le esondazioni del fiume Seveso a ogni pioggia abbondante. Gli anni sono passati ma il problema è rimasto, tanto che nessuna giunta ha finora mai fornito una soluzione definitiva, salvo poi fare la conta dei danni quando l’acqua si è ritirata. Che fare, dunque? Se lo sono domandati i commercianti della zona che, vessati da questa situazione, hanno infine promosso l’iniziativa Urban Art Museum.

Una scelta che parte da lontano, quasi a ridosso dell’inizio di Expo, quando l’Associazione commercianti di Pratocentero chiamò alcuni artisti della zona a dipingere i primi tombini nelle tiepide giornate di primavera: «È da più di un anno – mi dice Carlo Proserpio, presidente dell’Associazione commercianti Pratocentenaro – che lavoriamo a questo progetto di arredo urbano in periferia. Cogliendo l’occasione della sistemazione da parte del Comune di quei chiusini saltati per l’esondazione del Seveso, abbiamo chiamato tre artisti della zona, gli Outline, chiedendo loro di dipingerne i primi cinque tombini. Il progetto è piaciuto molto, tanto che con il Comune abbiamo pensati di estendere l’evento a più artisti, che sono giunti fino a Niguarda grazie alla collaborazione con lo street artist Davide “Atomo” Tinelli». E così lo scorso settembre i tombini sono giunti a 100, posizionati tra via Valfurva e via Pianell e dipinti da 15 artisti provenienti da tutta Milano: oltre ad Alessio, Jacopo e Matteo degli Outline, hanno partecipato Airone, Alex Angi, Atomo, Dada, Franco Reale, Fosk, Gag, Gattonero, Ivan, KayOne, Mastro Rafan, Tawa Dee, Vandalo.

«La vediamo come la nostra personale rivincita – prosegue Proserpio – sui danni del Seveso: vogliamo passare avanti e rendere fieri gli abitanti di vivere in una zona così bella e viva». Non ha tutti i torti: mentre una delle due vasche di laminazione di via Valfurva è stata affrescate da alcuni madonnari mantovani e Atomo vi ha apposto il suo totem benaugurale per chiedere il favore del dio delle esondazioni, l’altra vasca è stata dipinta di bianco per permettere al gruppo di decoratori Giorgio Graesan & Friends di apporvi la scritta, nonché loro motto, “Make ART not war”. Contemporaneamente Sergio Olivotti, illustratore di libri per bambini, ha decorato con i suoi disegni immaginari il mercato comunale Ca’ Granda di via Moncalieri.
«A Milano ha avuto molto successo il progetto “Sopra il sotto – Tombini Art raccontano la città” dello scorso febbraio – mi dice Andrea Quattrociocchi, presidente della commissione commercio in Consiglio di Zona Nove – Noi miriamo a diventare una piccola via Montenapoleone di periferia».

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