Poesia di strada alla seconda edizione di Pagina Bianca

In Italia

Della benzina, un accendino e Valentina Pitzalis bruciava davanti agli occhi del suo aguzzino: l’ex marito, dopo che si erano lasciati. Da quel giorno, il 16 aprile 2011, Valentina ha subito 23 operazioni, non ha più una mano e ha ustioni che le hanno lasciato profonde cicatrici dal volto ai piedi. Ma non ha mai smesso di volere tornare autosufficiente, di battersi per chi come lei ha subito degli abusi e, soprattutto, di sorridere. A lei, come alle tante donne cui ogni giorno sono rivolte violenze di ogni tipo, è stata dedicata la seconda edizione di Pagina Bianca, la performance artistica che sabato 7 novembre ha coperto piazza del Duomo con un telo bianco di 3.000 mq su cui i passanti hanno potuto scrivere con pennelli e vernici.

Organizzata da Ivan Tresoldi, poeta di strada e artista pubblico, assieme alla stessa Valentina Pitzalis e alla onlus Fare x bene, l’evento è stato un momento di sensibilizzazione pubblica, un “gesto collettivo” che, partendo dalla suggestione di un grande foglio libero, si è fatta veicolo di espressione poetica e figurativa. Ne ho parlato con Ivan.

Di cosa si tratta?
A Milano è la nostra terza volta in piazza Duomo. Pagina Bianca è un’installazione performativa di arte pubblica che vive e respira in città. Tutto inizia da una mia scaglia, “una pagina bianca è una poesia nascosta”, che ho scritto tempo fa e che ho trasformato in una grande pagina su cui ognuno è chiamato a tirare fuori le sue poesie nascoste. Nel merito, Pagina Bianca è stata esportata in 25 città italiane e una all’estero: questa è un’occasione molto particolare perché è a Milano, la nostra città, ma soprattutto è nel cuore della nostra città. Lavorando noi talvolta in ambiti di marginalità o comunque più connotati nella nostra periferia è anche un modo per ribadire che il nostro produrre, i nostri stilemi trovano spazio in luoghi che poi sono luoghi molto poco culturali, un po’ più commerciali. L’occasione è importante perché siamo legati alla onlus Fare x bene con Valentina Pitzalis che, oltre a essere autrice di un libro importante che racconta la sua esperienza, è esempio anche di quello che è la manifestazione addirittura fisica di quello che può essere  uno degli aspetti più orribili ma anche più visibili della violenza di genere, in particolare della violenza maschile nei confronti delle donne. È quindi un primo approccio al 25 novembre, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ed è anche modo per noi di colorare invisibilmente la pagina di un contenuto di cui la poesia non può fare a meno, in qualunque forma essa sia.

Come mai hai deciso di partecipare?
Pagina bianca è un progetto che vive anche di sé. Il tema fondamentale è quello della violenza di genere, che molti raccontano: noi siamo quelli della gioia colorata, quindi a noi “viene bene”, come ci viene bene celebrare il buio con tanta luce: hai mai notato che quando la notte si fa scura ti concentri meglio sulle stelle che si riescono a vedere meglio? A noi piace come idea, anche su un tema così duro e difficile, che ha qui anche Valentina, un’esemplarità fisica fatta anche di cicatrici, ustioni, può essere un ragionamento su cose molto pesanti.

Cosa ne sarà di quello che è stato realizzato?
Una parte verrà via con me perché ogni pagina, ogni piazza sono una pagina e una piazza differenti, mentre un’altra parte verrà donata a Fare x bene che già l’anno scorso ha avuto modo di utilizzarle come finanziamento all’associazione, e poi nella compresenza e nella follia di quando la disallestiamo di solito se ne strappa un po’. Buona parte, infine, verrà smaltita, anche perché un bisogno è ancora più espresso se di per sé brucia, quindi il tirarla vie è un modo per dire che c’è stato: in città come Napoli o comunque nel sud Italia è stato quasi più importante quando l’abbiamo disallestito di quando l’abbiamo allestito.

Foto di Alessio Chiodi

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