Scap, il Sud colorato del collettivo barese

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Può un “gigante buono”, come è stato definito, rischiare di scomparire? A Corato sì. Mi riferisco a “Oltre il velo”, la grande opera che l’artista venezuelano ma romano d’adozione Luis Gomez De Teran ha realizzato in piazza Di Vagno nel comune barese tra il 30 settembre e il 4 ottobre scorsi.

Da diversi mesi, infatti, quella piazza è al centro di un progetto di riqualificazione che prevede la realizzazione, proprio a copertura dell’opera, di una struttura artificiale che ospiti i resti dell’antico palazzo ducale che sorgeva un tempo proprio in quel punto. I lavori sembrano necessari, seppure da parte della cittadinanza e dell’amministrazione locale ci sia stata grande empatia per il progetto, tanto che è stato il sindaco, Massimo Mazzilli, a definire l’opera “una sorta di fase di avvicinamento al percorso di rivalutazione vero e proprio”. Pare insomma che l’unica soluzione sia quella di far convivere nello stesso luogo i due lavori, quello appena concluso e quello di riqualificazione, senza che nessuno dei due venga meno. A questo scopo è stato dato il via a una petizione on line per permettere al murale di essere valorizzato e integrato nel progetto della nuova piazza attraverso la raccolta di 10mila firme.

Ma se Luis Gomez De Teran ha potuto realizzare questa meravigliosa opera nella piazza dedicata alla memoria del socialista Giuseppe Di Vagno, “gigante buono”, è grazie al lavoro del collettivo Scap, Sud colorato a pezzi, che dal 2 al 4 ottobre ha diretto la curatela artistica di “Verso Sud”, il primo festival di arte di strada organizzato a Corato dall’associazione Lavorare stanca. Tra poeti, musicanti e artisti della materia che hanno animato il centro storico del paese, infatti, non sono mancati i pittori, invitati dai fondatori di Scap a loro volta street artist. Mi sono fatta raccontare la loro storia da uno dei fondatori, Alessandro “Gods in Love” Suzzi.

Chi siete, e di cosa si occupa Scap?
Siamo cinque artisti tra i 32 e i 37 anni provenienti da tutta la provincia di Barletta Andria Trani che lavorano da tempo nell’ambito della grafica e del marketing. Con Daniele Geniale e Valentina “Valorize” Lorizzo di Andria, Alessandro “Octopus” Del Re e Rizek di Barletta (e me, che sono di Trani) abbiamo deciso di fondare il collettivo per portare artisti di levatura nazionale in Puglia, nel nord barese particolarmente, dove la street art c’è ma è carente, come lo sono anche gli spazi destinati alla street art dalle amministrazioni. Allo stesso tempo, sensibilizzando le amministrazioni, ci piacerebbe portare gli artisti pugliesi fuori dalla nostra regione, per creare uno scambio con altre regioni e, perché no, anche all’estero. Infine il nostro sogno è quello di arrivare a organizzare eventi di street art per comuni e associazioni che sono digiuni di questa materia, guidandoli nella scelta degli artisti, nella curatela degli eventi in funzione di fare conoscere il più possibile la cultura della street art.

Com’è andata a Verso Sud?
Avevamo fondato da pochissimo il collettivo e per noi è stato un po’ come un banco di prova: se fosse andata bene la direzione artistica avremmo spiccato il volo. E così è stato. Non da subito, però: quando si erano interfacciati per la prima volte con le persone del centro storico abbiamo incontrato molto scetticismo, se non contrarietà. Ma era “fisiologico”, nessuno sapeva bene di cosa si trattasse e noi non ci siamo arresi. Pensa che molte di quelle persone a cui avevamo chiesto degli spazi privati e che ce l’avevano rifiutato sono poi tornati a scusarsi, chiedendoci di andare a casa loro e di lavorare in quegli spazi. Si erano tutti resi conto che non si trattava di scarabocchi o di writing in wild style, perché tutti hanno lavorato in figurativo: Gomez di Roma, Dissensocognitivo di Ravenna, Naf-MK di Airola, Mademoiselle di Bologna, Gig di Trani, Master Easter di Bisceglie, Dario Bovenza di Molfetta e poi noi, Gods in love, Octopus, Geniale, Rizek e Valorize. Il successo è stato enorme: c’è stata grande affluenza dai paesi limitrofi, dalla Puglia, con famiglie, bambini, e commercianti che portavano il caffè agli artisti

Quali progetti avete per il futuro?
Stiamo iniziando a lavorare su un festival aTrani, ma ci sono molti progetti in cantiere. Ne riparleremo.

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2 pensieri su “Scap, il Sud colorato del collettivo barese

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