L’Albania e l’Europa nella street art italiana di Gods in Love

Nel Mondo

Dalla città più a ovest della Puglia, Otranto, a quella più a est dell’Albania, Valona, ci sono poco più di 100 km di Mediterraneo. Ma da 16 giorni a questa parte a unire le due terre non ci sono più (solo) i traghetti che, ogni giorno, solcano le acque del mare nostrum, ma c’è anche un’opera di street art made in Italy commissionata proprio dal Governo albanese.

Dal ministero alla Cultura, per la precisione, che lo scorso novembre ha chiamato il duo pugliese di Gods in Love, formato da Alessandro Suzzi e Daniele Bruno, a realizzare, nella capitale Tirana, una facciata nella zona di Zogu Zi, punto cruciale del traffico cittadino. A partecipare ai lavori, realizzati dal 5 al 7 dicembre scorsi, ci sono stati anche cinque studenti al terzo anno del Politecnico di Tirana, Facoltà di Arte e Design, ai quali Gods in love hanno fornito le conoscenze per potere operare più avanti su un altro muro della città, in un nuovo lavoro patrocinato, questa volta, dal comune di Tirana. Quella che né nata è stata un’opera, intitolata “Creazione” (“Krijim” in albanese), che rappresenta, su richiesta ministeriale, la volontà di rinascita della nazione: l’Albania, che dal 2009 chiede di potere entrare a fare parte dell’Unione Europea, vuole dimostrare di avere tutte le intenzioni di riuscirci nonostante un clima pieno di contraddizioni culturali, caratteristica di un popolo in continuo sviluppo e mutamento.

Per questo il bambino al centro della composizione rappresenta la volontà di un nuovo inizio, mentre la mano blu che lo regge rappresentante l’accoglienza della comunità europea. Vi è anche la sintesi di due teste di uccello, stilizzate nello stile degli artisti, a ricordare l’iconografia dello stemma dell’Albania. “L’esperienza con i ragazzi dell’accademia di arte e design – mi racconta Alessandro Suzzi – è stata una piacevole scoperta: abbiamo trovato ragazzi talentuosi nell’ambito del design, dell’arte e della grafica con idee interessantissime e con una voglia di fare davvero invidiabile. Come se non bastasse siamo stati accolti in maniera piacevole e ospitale, siamo stati seguiti dal comune e soprattutto dall’architetto (donna) Nevil Bilali, che si occupa di urbanistica. Tuttavia Tirana, pur avendo più di un milione di abitanti, non vanta un gran panorama legato al mondo dell’arte urbana, di conseguenza le istituzioni vorrebbero sensibilizzare gli studenti d’arte e i giovani artisti rispetto a questa forma d’arte”.

Sì, perchè l’altro intento dell’evento è stato quello di sensibilizzare la cittadinanza a una forma d’arte nuova in tutto il Paese: Tirana non ha una tradizione nel campo della street art ma, in un’ottica tutta europea, si sta piano piano aprendo a questa nuova forma d’arte urbana, chiamando a raccolta soprattutto i giovani artisti albanesi. Il ministero della Cultura, che vuole promuovere un grosso festival nel 2016, ha così mostrato in anteprima quello che avverrà l’anno prossimo. Al duo di artisti tranesi è stato anche chiesto di partecipare alla direzione artistica dell’evento futuro.

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