Stencil e paste up per ricordare i ragazzacci di Charlie Hebdo

Nel Mondo

Non poteva che essere una commemorazione per immagini quella celebrata ieri, martedì 5 gennaio, in Rue Appert a Parigi. Qui, alla sede del giornale satirico “Charlie Hebdo”, un anno fa morivano in un attacco terroristico rivendicato dall’Isis 11 persone, tra cui molti vignettisti della redazione parigina. Oggi, a un anno di distanza, un film, una nuova copertina del giornale e alcuni stencil apposti all’ingresso dell’edificio ricordano i fatti di quel 7 gennaio 2015, quando vennero uccisi Jean Cabut (Cabu), Georges Wolinski, Bernard Verlhac (Tignous), Philippe Honorè, Bernard Maris, Elsa Cayat, Michel Renaud, Mustapha Ourrad, Frèderic Boisseau, Franck Brinsolaro e Ahmed Merabet.

Andrà in onda questa sera, in esclusiva in chiaro sul canale di Discovery Italia Focus alle ore 22.05, il filmato “Charlie Hebdo: Parigi sotto attacco” (Charlie Hebdo: three days of terror), realizzato nel 2015 da HBO/Amos Pictures per la regia di Dan Reed. Si tratta di un documento esclusivo con filmati mai visti delle forze speciali e delle brigate d’assalto coinvolte nelle operazioni, con testimonianze degli ostaggi stessi e con le riprese di chi passava per strada. Non a caso il filmato si apre con le immagini e l’audio registrati dai producer della casa di produzione tv Premieres Lignes, vicini di ufficio della redazione, che al momento dell’attacco cercarono una via di fuga attraverso il tetto dell’edificio e da lì si salvano tutti. Ciò che restò fu tuttavia l’audio che, in diretta, riprendeva i colpi di kalashnikov esplosi proprio sotto di loro: in quel momento morivano 10 tra giornalisti, redattori e disegnatori.

Una redazione decimata, che non si è però fermata e che ancora ieri ha pubblicato, per il numero speciale, un’irriverente copertina, la quale ha scatenato le ire di vescovi e musulmani francesi. Ma al di là delle polemiche, di cosa si è trattato? Sotto il titolo “Un anno dopo – L’assassino ancora in fuga”, si vede l’immagine in bianco e nero di un dio barbuto con un Kalashnikov in spalla e tracce di sangue che macchiano di rosso la tunica. “Il nostro giornale è vivo, ma gli assassini sono ancora in libertà”, hanno scritto i redattori del giornale, sottolineando quanto il pericolo della violenza fondamentalista sia più che mai vivo.

 

E infine i graffiti. Se un anno fa erano i fiori a ricoprire quasi per intero i marciapiedi di Rue Appert, nell’11o Arrondissement, ieri, sempre in quel luogo, sono apparsi disegni, stencil e un paste up per ricordare le vittime. Oltre alle formelle con i disegni dei volti dei vignettisti decorati a mosaico, non sono mancate le opere a spray, come alcuni stencil neri a opera del francese Rob.Ink, o il paste up che ritrae Cabu e Wolinski in versione di cherubini: i due angeli di Raffaello sorridono e brindano con vino rosso, mentre sopra di loro vola la colomba della pace. Anche l’anno scorso, qualche giorno dopo l’attentato, gli stencil avevano fatto la loro comparsa: fu C215 a promuovere la campagna “Je suis Charlie” con un annuncio pubblicato sulle sue pagine Facebook e Twitter. “Darò a chiunque desideri degli stencil già ritagliati e pronti per essere usati – aveva scritto – Dovrete presentarvi all’appuntamento già muniti di bombolette spray. Gli stencil non indicano nessun logo e non hanno nessun valore commerciale. Faccio affidamento dunque su di voi per utilizzarli come si deve, senza atti vandalici”. L’appuntamento venne dato in diversi luoghi di Parigi, al bar du théatre di Vitry, al Comune del 13o Arrondissement in Place d’Italie e alla farmacia di place de la République.

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