Street Forum, al via la rubrica che vuole creare dibattito

Interviste

Rendo è uno dei pionieri della TDK che, a partire dagli anni Ottanta, ha dato vita al panorama della graffiti art a Milano. Oggi, a quasi trent’anni di distanza, Rendo e io abbiamo riflettuto su quello che in tutto questo tempo è successo, a Milano ma non solo: ne sono nati dieci dialogues in cui Rendo risponde alle mie domande su tradizione, folklore, innovazione, street art e molto altro. Ho così deciso di dare spazio alle nostre chiacchierate su questo blog in dieci pubblicazioni: nei prossimi dieci venerdì potrete leggere su queste pagine la rubrica “Street Forum”. Un momento utile per informarsi, ma che vuole anche essere una sorta di piazza digitale d’incontro per creare dibattito tra chi la pensa come lui e chi, al contrario, vorrebbe dirgliene quattro. Ma sempre in modo concreto e costruttivo, proprio come vuole la legge della strada.

In attesa del prossimo venerdì inizio a pubblicare il prologo che lo stesso Rendo ha scritto per presentare il contenuto delle prossime dieci pubblicazioni. Ci tengo a sottolineare che questi contenuti sono nati ben prima che scoppiasse il “caso” di Bologna (sul quale presto pubblicherò un post), eppure tutto quello che leggerete è estremamente attuale e può già fornire una prima chiave di lettura di quanto accaduto.

Parlare seriamente di writing e street art a volte sembra impossibile. Molti degli interlocutori con cui mi confronto, pur spacciandosi per degli esperti, si limitano spesso a produrre giudizi affrettati e superficiali. Per non parlare del mondo dei media, che se ne occupa quasi sempre in modo folkloristico e prevenuto, restituendo del nostro agire un’immagine fuorviante. Sembra che il prodotto dell’artista per essere considerato valido, debba necessariamente nascere da una serie di circostanze e comportamenti stereotipati, che i più guardano come elementi distintivi del movimento.
Chi come me ne è parte da sempre, resta basito nel constatare come ancora oggi persistano luoghi comuni e fraintendimenti, che un osservatore attento avrebbe dovuto considerare risolti trent’anni fa. Oggi gli artisti bravi non mancano, eppure il discredito che a volte ci circonda sembra impossibile da abbattere.
Su questo e altri temi mi sono confrontato più volte con Clara Amodeo, per cercare di individuare dei punti di discussione da cui partire per capirne le cause, e ipotizzare possibili soluzioni.
Prima di iniziare ci tengo a precisare che questo scritto è il frutto di un punto di vista del tutto particolare. Ho iniziato a dipingere nel 1986 all’età di diciassette anni, contribuendo alla creazione della prima comunità di writers Hip Hop in Italia, chiamata Old School. Per questo so che le mie idee potrebbero apparire anacronistiche e inapplicabili al mondo di oggi, ma penso che i membri di un movimento artistico che ambisce a dichiararsi maturo debbano saper vedere nel confronto delle opinioni un potente motore di crescita.

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