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#StreetForum Artisti e arte sempre “connessi”, per i criticoni non ci sono più scuse

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Il primo tema della rubrica Street Forum racconta come oggi, nel mondo dell’Internet e delle telecomunicazioni 3.0, gli artisti e la loro produzione siano raggiungibili con un semplice click (esemplari, a questo riguardo, le sperimentazioni di Google e del Comune di Roma). Un modo accessibile a tutti non solo per informarsi ma anche per contattare, e successivamente conoscere in piazza (non più digitale), gli artisti. Pregiudizi, superficialità e critiche sterili hanno i tempi contati. La parola a Rendo.

Il primo punto su cui vorrei dibattere è il seguente: per capire questo mondo ci si deve sporcare le mani.
Fino a pochi anni fa era veramente difficile riuscire decifrare questo movimento. Trovare artisti che avessero qualcosa da raccontare sul proprio agire. Capire chi avesse un lungo passato o fosse una giovane promessa. Insomma quali voci valesse veramente la pena ascoltare. Quindi ci si accontentava di fare quattro chiacchiere con la prima persona che si riusciva a incontrare per trarre delle conclusioni, per poi estenderle a tutto il movimento. Bene inteso, tutte le opinioni sono legittime, ma è indubbio che alcune abbiano un peso maggiore delle altre. Oggi questo errore potrebbe essere facilmente evitato. Grazie alla rete è possibile risalire a immagini, date, profili di quasi ogni artista, insomma non ci sono più scuse per capire la qualità dell’interlocutore. Passare del tempo con l’artista sporcandosi le mani è un lavoro indispensabile, eppure mi capita di constatare come molti giornalisti, critici d’arte, e anche curatori, molto probabilmente per “fare in fretta”, si accontentino spesso di parlare con chiunque dica di essere uno street artist, dando origine a racconti infarciti dei soliti clichè e luoghi comuni. E poi, quante volte degli pseudo osservatori esperti mi hanno detto, quasi con tono di rimprovero, che il mio agire non rientrava in quello tipico del nostro ambiente, come se per loro esistesse una specie di stampo da cui tutti noi dovremmo uscire.


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