Opera d’aria, dal carcere al grande schermo

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È diventato un documentario “Opera d’aria”, il grande murale realizzato tra aprile e maggio 2015 nella Casa di Reclusione di Opera dall’Associazione Culturale Grafite HB assieme alla Sottocommissione Carceri del Comune di Milano. Oggi, mercoledì 2 marzo, alle ore 18.30 l’anteprima del filmato di 7 minuti sarà presentata al pubblico nella Sala Brigida di Palazzo Marino: un’occasione per conoscere da vicino il lavoro dell’Associazione Culturale Grafite HB, dai curatori Alberto Scabbia e Giovanni Dall’Avo Manfroni,  agli artisti Neon e Mr. Blob, passando per quei detenuti che vi hanno preso parte.

Supportato dalla Casa di Reclusione di Opera nella persona del Direttore, Giacinto Siciliano, il progetto ha avuto l’obiettivo di rendere più accogliente uno spazio, quello del “passeggio”, in cui i detenuti trascorrono diverse ore della loro giornata. Attraverso un grande murale che raffigura lo scorcio del Grand Canyon si è voluta rompere la monotonia e la simmetria ripetitiva degli spazi della struttura carceraria: per farlo curatori e artisti si sono avvalsi dell’aiuto di alcuni detenuti scelti dalla Direzione del Carcere e affiancati da un Agente di Polizia Penitenziaria.

“L’idea di un intervento artistico – racconta Alberto Scabbia, curatore – nasce dalla necessità di migliorare gli spazi adibiti al tempo libero dei detenuti nel tentativo di rompere la monotonia e le simmetrie degli spazi interni alla Casa di Reclusione. Andando a migliorare l’elemento costrittivo degli istituti penitenziari, abbiamo cercato di ridurre la pressione psicologica sugli individui reclusi attraverso un intervento artistico che prevedesse la partecipazione attiva di una parte di essi, fondamentale per la buona riuscita del progetto”.

Il murale, le cui spese di realizzazione sono state interamente sostenute dall’Associazione Culturale Grafite HB, si inserisce in un più ampio progetto, condiviso con la Direzione della Casa di Reclusione: l’ esecuzione, presso il Carcere di Opera, di un murale all’anno, pensato da una commissione composta da un membro indicato dalla Direzione dell’Istituto di Pena, dal Comune di Milano, dall’Associazione Culturale Grafite HB e da uno o più detenuti.

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