Affordable Art Fair, la street art è per tutti. Anche in galleria

Interviste

In questi giorni di concitata discussione in salsa bolognese si è parlato molto della compravendita delle opere di street art. Durante le mie chiacchierate con Rendo (che sono confluite nella rubrica #StreetForum) prima, e quelle con Atomo poi, sono giunta a una conclusione: volontà dell’artista, regole di mercato e trasparenza dell’attività sono gli ingredienti che rendono la vendita opere di street art un atto più che mai lecito. E pure remunerativo.

Prova né è che Affordable Art Fair, la mostra mercato di arte contemporanea con pezzi al di sotto di 6.000 Euro, è giunta alla sua sesta edizione. Dal 17 al 20 marzo, nella tradizionale location del Superstudio Più di Milano, esporranno 84 gallerie nazionali e internazionali che venderanno al grande pubblico pezzi di arte contemporanea. In questo genere è ormai entrata a pieno titolo anche la street art, tanto che da quest’anno la kermesse milanese dedicherà all’arte di strada un’intera sezione. A parteciparvi saranno, oltre a Ivan e No Curves che si esibiranno in un live painting di apertura, anche quattro gallerie: D406 fedeli alla Linea di Modena, Pisacane Arte di Milano, Colorfield Gallery di Parigi e Opus Art Reunion Island, proveniente dall’omonima isola nel cuore dell’Oceano Indiano.

Ne parlo con Manuela Porcu, fair director.

Com’è andata l’edizione 2015? Quali novità si sono delineate?
E’ andata molto bene, con oltre 13000 visitatori e 1.3 milioni di euro di opere vendute. Abbiamo sperimentato l’introduzione delle sezioni speciali e dato il via ad un evento off, l’Art Night Out, che ha portato lo spirito di Affordable Art Fair anche fuori dalle pareti della fiera coinvolgendo il territorio milanese.

Nell’edizione 2016 cosa è rimasto della precedente edizione e cosa invece c’è di nuovo? E perchè?
Ci piace l’idea che ogni anno la manifestazione porti qualcosa di nuovo. Nella prossima edizione le novità riguarderanno anche la Street Art, mezzo sempre più apprezzato dal pubblico ma che non è poi spesso rappresentato in manifestazioni come la nostra, essendo un’arte per definizione “urbana”. Vedremo come anche le opere di Street Art possono essere collezionate ed entrare nelle nostre case, senza che siano staccate dai muri.
In una sezione speciale ci saranno le opere di artisti già noti come Ericailcane e Bastardilla (con la galleria D406 Fedeli alla linea), ma porteremo i visitatori alla scoperta di qualche personalità internazionale grazie alla galleria Colorfield di Parigi – che collabora con diversi street artist francesi come David David, Julien Durix e HeRsK – e anche alla Opus Art Reunion Island, che porterà le opere di Jace direttamente dall’Oceano Indiano. Tra le altre novità impossibile non nominare le “Lezioni di Storia dell’Arte per Tutti”, un ciclo di incontri in cui la storia dell’arte sarà raccontata da relatori del calibro di Fausto Gilberti, Denis Curti, Flavio Caroli e Luca Rossi.

Qual è l’identikit dell’acquirente medio di AAF?
Gli acquirenti di Affordable Art Fair sono piuttosto eterogenei, proprio perché la manifestazione si rivolge ad un pubblico molto più ampio rispetto ad altre fiere d’arte.
La varietà di media e range di prezzo delle opere in fiera ha permesso anche ai più giovani di portare a casa un’opera, ma ci sono anche collezionisti più esperti che vogliono scommettere su artisti emergenti, così come ci sono famiglie che decidono di vivere con un’opera di arte contemporanea e la scelgono ad Affordable Art Fair. L’età varia dai 25-29 anni fino ai 60 e oltre; il pubblico è in media prevalentemente femminile, anche se la tendenza si è invertita nell’ultima edizione e gli interessi spaziano dal design, all’arte, moda, fotografia, viaggi…passione per il bello in generale!

La compravendita on line può rappresentare un deterrente per AAF?
Il web è una grande possibilità per tutti, ma la grande forza di Affordable Art Fair è proprio l’esperienza a 360 gradi a cui i visitatori possono accedere. Dall’incontro diretto con le gallerie, la conoscenza degli artisti, la possibilità di partecipare ai talks o di “sporcarsi” le mani sperimentando le tecniche artistiche – oltre alla possibilità di vedere direttamente l’opera che si porta a casa, sono esperienze che la dimensione online non può ancora sostituire.

Come mai, secondo lei, il mercato della Street Art sta avendo tanto successo?
E’ un’arte a cui siamo quotidianamente esposti, ci è quasi familiare, contribuisce a migliorare il panorama urbano tanto che spesso è protagonista di progetti di riqualificazione di interi quartieri. Ha un linguaggio visivo immediato e che si riesce a comprendere, i temi che tratta sono sempre attuali, è molto comunicativa. Penso che anche l’ingresso nel mercato di collezionisti o appassionati della mia generazione ne abbia influenzato l’ascesa. Per chi, come me, è cresciuto con la Street Art, è diventata un po’ un’icona.

Quali previsioni per AAF 2016?
Tramite l’ Art. Collect Yourself protagonista della campagna di questa edizione abbiamo voluto portare al centro dell’esperienza il rapporto tra l’opera d’arte e chi la acquista. In qualche modo le opere d’arte che scegliamo di portare nelle nostre case parlano di noi; la previsione e l’obiettivo per la prossima Affordable Art Fair è che i visitatori possano trovare l’opera che li rispecchi tra quelle delle gallerie che partecipano alla fiera e di creare ancora tanti collezionisti felici.

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