Formigoni “mani bucate” sull’ecomostro di Crema. L’intervista a Collettivo FX e Nemo’s

Interviste

Soldi pubblici (un milione di euro, per la precisione) per un’opera mai conclusa da destinare a privati. “Quando l’abbiamo saputo ci siamo incazzati moltissimo”, è stato il commento di Collettivo FX, gli stessi che con Nemo’s nella notte tra il 7 e l’8 aprile hanno realizzato un murale a Crema, sulle pareti di quello che doveva essere un polo scolastico gestito da CL, ma che ora non è altro che lo scheletro di un edificio iniziato e mai finito.

Proprio qui gli artisti hanno ritratto un politico (che solo dopo è stato definito l’ex governatore della regione Lombardia) con le mani giunte in segno di preghiera. Quelle stesse mani hanno dei fori, che non sono stigmate (anche se forse l’attuale senatore un po’ lo sogna) quanto buchi dai quali cadono delle monete. Una feroce contestazione di quello che è il cantiere dell’ex cascina Valcarenga, zona Ombriano, di fronte al parco Bonaldi, i cui lavori iniziarono nel 2010 ma che non vennero mai terminati, anzi si fermarono presto. Avrebbe dovuto realizzarlo la fondazione Charis, legata a CL, con un fondo attivato presso la Struttura parità e diritto allo studio del Pirellone grazie allo stanziamento di un milione di euro proprio elargito quando la Regione era guidata da Formigoni. E proprio perché il progetto è miseramente fallito, il governatore lombardo, il leghista Roberto Maroni, ha chiesto indietro il milione finanziato al comune di Crema guidato da Stefania Bonaldi, Pd.

Un immobile il cui destino è avvolto nella nebbia, tra chi parteggia per il suo riutilizzo a fini scolastici e chi vorrebbe si scegliesse per lo stabile una nuova destinazione d’uso. E pensare che il progetto originario, di cui è stato realizzato una parte del primo lotto (la scuola Superiore), prevedeva, oltre il plesso scolastico, anche un centro di formazione professionale, una palestra, laboratori didattici, un auditorium e una cappella (poteva mancare?). Ora gli unici a essersene curati sono proprio gli artisti: così, sulla sua pagina Facebook, Collettivo FX ha commentato l’opera: “Migliaia di metri cubi di cemento per milioni di euro cacciati in nome di Dio. Doveva essere un Campus di C.L. (Comunione e liberazione) nato con finanziamenti pubblici, e ora è un mostro di cemento. In nome di Dio, ma se un Dio Esiste questo giro si incazza. Con NemO’s. Crema (CR)”.

“Per realizzare l’opera – mi ha detto Collettivo FX – abbiamo ragionato da cittadini: quello che ci ha fatti incazzare moltissimo è che sono stati spesi soldi pubblici per un edificio privato. Ci siamo molto stupiti quando abbiamo saputo che nè tra i cittadini nè nella chiesa si sono fatti sentire. Solo con la nostra operazione si sono risvegliate le coscienze e ne siamo felici”. “Sono convinto – mi dice Nemo’s – che il racconto grafico per immagini sia quello più universale che abbatte ogni barriere linguistica: se è ben congegnata, sintetica e se la linea stilistica è subordinata al messaggio, l’immagine sortirà l’effetto sperato. Altro elemento da non sottovalutare è la posizione e il posto in cui è realizzato un disegno: se quel pezzo l’avessimo fatto su un foglio di carta o su un altro muro avrebbe avuto un impatto radicalmente dimezzato”. Ma non è certo quello che gli artisti auspicano: “il nostro intervento non risolverà il problema – chiosa Collettivo FX – ma almeno renderà consapevoli le persone perché l’affare è loro”. E aggiungono: “Se smetteranno di parlarne torneremo sul posto e faremo un altro pezzo. Ma questa volta non ce la prenderemo con i preti, ma con la gente”.

 

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