Writer? Prego, esibisca la card

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E io che credevo che la divisione tra buoni e cattivi fosse finita con il pamphlet “Facciamo  bella la nostra città” del Comune di Milano in collaborazione con Atm. A Cinisello Balsamo, Città Metropolitana di Milano, ci sono ricascati, al punto che a decidere se un writer farà o meno parte dell’esercito del Male ci penserà una tessera, la “writer card”, che rientra nel regolamento sui muri liberi votato all’unanimità, lo scorso 1 luglio, dal consiglio comunale. Secondo quanto deciso, infatti, saranno writer solo quelle persone che avranno il patentino e, soltanto loro, potranno lavorare su alcune tipologie di muri messi a disposizione dall’amministrazione comunale.

La card, che verrà rilasciata dal centro culturale Il Pertini, dovrà essere esibita dagli artisti durante gli eventuali controlli. Questi ultimi verranno effettuati sulle murate che l’amministrazione darà loro in gestione: i “muri palestra”, che saranno utilizzati liberamente e senza ulteriori vincoli, i “muri mostra”, che saranno concessi a uso esclusivo a uno o più writer per un periodo massimo di un anno, e i “muri progetto”, destinati a concorsi e percorsi progettuali in cui verrà fatta una valutazione specifica del bozzetto dell’opera proposta. Nelle prossime settimane saranno definite le modalità e individuati i primi muri a disposizione, tra cui compaiono anche quelli di privati cittadini.

Una scelta che, secondo l’assessore alla cultura Andrea Catania, si muove “nel solco di quanto fatto negli ultimi anni in città come Torino, Milano e Bologna”, nonché “un’opportunità già sperimentata in questi anni con il concorso per writers che ha portato alla decorazione del sottopasso Crocetta e con la realizzazione del murale dell’artista argentino Elian sulla facciata della piscina Paganelli”.

Non è della stessa idea Zeno, uno di quei writer che lo sono anche senza essere in possesso della famigerata card: “La schedatura che fanno a Cinisello non è un fatto formale, è sostanziale: l’hanno trasformata nell’ennesima propaganda graffiti buoni contro cattivi. Se hai la writer card sei buono altrimenti sei vandalo. Poi aspetto di vedere i muri: Cinisello ha molte zone dimenticate, a partire dal palazzetto, un blocco di cemento grigino al centro della città. Anni fa avevo partecipato alla pittura di alcune superfici, poi cancellate perchè Daniela (Gasparini, ex sindaco di Cinisello Balsamo, ndr) non amava i graffiti”. Ben diversa, a suo dire, la situazione nei Comuni limitrofi, Milano e Sesto San Giovanni: “A Milano non hanno chiesto dati ai writer, a Sesto entri in contatto con l’amministrazione solo al momento della consegna dei permessi, da un addetto stampa dello staff del sindaco: qui metti sì la tua firma, ma quello che ti danno è un semplice foglio, non una card, e non ci sono tutte queste divisioni tra muri palestra, progetto e mostra. È una cosa poco genuina e poco spontanea”.

E allora, dove si sta sbagliando e qual è la direzione da prendere? “Catania sta lavorando male, e lo sta facendo perché non conosce. Anni fa parlammo di dipingere la piscina, risposta: “Sì sì, facciamo facciamo”, risultato l’anno scorso arriva Elian (un tranquillone, tra l’altro) e Daniele Decia mi chiama per fare assistenza. Ma alla fine non c’è il mio nome sulla piscina”. E conclude: “Il top è avere muri giganti, centrali, brutti e avere anche un sostegno reale dall’amministrazione: denari, attrezzature. Qui finora ho visto una grande iniziativa mediatica, le urla mi insospettiscono”.

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