Bocca di rosa non c’è più: la storia del murale di Carmela, prostituta a Corato

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“Credimi, non avrei mai immaginato che sarebbe potuto succedere tutto questo. Il mio intento era solo quello di rendere omaggio a un personaggio popolare di Corato”. Kris Rizek, street artist barlettano, non credeva che sarebbe potuta andare a finire così: come mai il suo ritratto di Carmela ha fatto una così brutta fine? Forse perché Carmela “la regina dell’Abbazia” era una prostituta: ma non una lucciola qualunque, quanto la più nota del paese in provincia di Bari, ricordata da chi ancora è in vita e diventata un simbolo del paese. Tanto da aggiudicarsi l’attenzione dell’artista che le ha dedicato un murale proprio sulla facciata della sua casa di appuntamento. Una scelta, questa, che non è però piaciuta ai famigliari della donna e che ha costretto gli organizzatori a coprire l’opera. A eccezione di un piccolo dettaglio.

Ma andiamo con ordine. Dal 12 al 16 ottobre sorsi (con eventi “off” fino al 23) si è tenuta nel centro storico di Corato la seconda edizione di “Verso Sud”, il festival di arte pubblica, poesia e arti performative prodotto dall’Associazione “Lavorare Stanca” con il sostegno del Comune di Corato e del Gruppo Casillo. Un grande evento per il quale le due anime creative, Giuliano Maroccini e Luigi Piccarreta, hanno invitato oltre 50 artisti nazionali e internazionali a intervenire in 30 appuntamenti con personalità della cultura, dell’arte e dell’impresa. Tra loro c’è stato anche Kris Rizek, che ha partecipato al programma del festival riservato alle escursioni e incursioni artistiche e poetiche nelle strade di Corato: “L’idea – mi dice Kris – era quella di raccontare la storia di Corato attraverso i suoi personaggi. Quando gli organizzatori mi hanno invitato al Festival mi hanno proposto di lavorare sulla parete di quella che era la casa dove abitava Carmela dell’abbazia, personaggio popolare della storia di Corato che ne ha scritto la storia nella memoria collettiva molto più di quanto abbiano fatto le istituzioni”.

E così, grazie ai ricordi di alcuni signori un po’ avanti negli anni e alla poesia che le dedicò il poeta del luogo Gerardo Strippoli, Kris Rizek ha deciso di raffigurare Carmela. Senza foto che la rappresentassero, l’artista si è rifatto alla figura di Salomè del “Film d’amore e d’anarchia ovvero: stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza” di Lina Wertmüller: “Non a caso – prosegue Kris Rizek – nella parte bassa della vecchia casa di Carmela ho realizzato anche un uomo che sta “aspettando il suo turno” e uno scorcio dell’interno”. E poi lei, Carmela, raffigurata con, al collo, un filo di perle che forse nella sua vita non ha mai visto e con l’aria malinconica di un’attrice degli Trenta: si dice che grazie all’amore che donava agli americani la sua casa fosse stata l’unica a essere risparmiata dai bombardamenti degli Alleati. “Tutti – mi dice Kris Rizek – erano affascinati da ciò che stavo realizzando, vedevo la felicità nei loro occhi, cosa che non mi è mai capitata dal momento che di solito agisco quando tutti dormono. Così come non mi è mai capitato che, una volta finito di dipingere, gli spettatori mi applaudissero: e invece con il ritratto di Carmela è successo, ed è stato molto bello. Pensa che partecipava al festival anche un cantastorie di Altamura, un certo Donato Laborante, che una volta finito il mio murale si è alzato in piedi su una panchina, ha invitato la gente che era la presente a osservare l’opera e ci ha raccontato la storia di Carmela. È stato emozionante”.

Non hanno pensato lo stesso i parenti della “bocca di rosa” di Corato che, dopo avere ricevuto un’escalation di insulti, hanno optato per l’extrema ratio: chiedere agli organizzatori di “Verso Sud” di coprire l’opera con il classico biancone. E così è stato. In una nota, il comitato organizzatore ha dichiarato che “non c’erano ragioni giuridiche a imporci la copertura: la nostra è stata una scelta, dolorosa, della quale ci assumiamo tutte le responsabilità. Così come ci assumiamo la responsabilità di non esserci preoccupati prima delle possibili ripercussioni nel realizzarla: presi da ragioni artistiche, convinti che “il fatto noto” fosse ormai pienamente metabolizzato, a conoscenza anche della bella canzone di Gerardo Strippoli, abbiamo voluto omaggiare una figura piena di verità, dignità e poesia: questo è per noi Carmela, controfigura meridiana della bocca di rosa di De André. Ma le ragioni della vita, ricordiamolo sempre, vengono prima di quelle dell’arte”. “Mi spiace – fa loro eco Kris Rizek – più che altro per gli abitanti che non lo potranno più ammirare da vicino: per molti rappresentava di più di un murale. Ho letto un sacco di post allucinanti pieni di bellissimi pensieri, pareri e discussioni varie: in tanti mi hanno sostenuto, mi hanno preso a cuore. Ma quel che dovevo fare l’ho fatto, il resto lo fa la gente. E poi ancor prima di finire un lavoro ne ho già in mente un altro non mi fermo mai quindi per me una volta finito è già storia”.

Insomma, nessuna questione di Stato, solo un po’ di delusione: “Sono dell’idea – prosegue Kris Rizek – che il mio lavoro finisca quando l’ho firmato, dopodiché potrebbe succedere qualsiasi cosa. È per quello che ho detto agli organizzatori di fare quello che ritenevano più opportuno: anche se io mi fossi rifiutato di cancellare l’opera, prima o poi qualcuno sarebbe andato su quel muro a deturparla. O sarebbe successo qualcosa di sgradevole, prima o poi. Come si dice, oggi vivrà per sempre nel web e nel cuore della gente che ha vissuto il Festival”. Ma non tutto è perduto: adesso che l’opera di Rizek è stata rimossa, a Corato qualcuno ha voluto in ogni caso ricordare Carmela. Sulla parete, infatti, è rimasto visibile solo un unico fiore rosso, simbolo dell’omaggio realizzato per la bocca di rosa di Corato.

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