NO AD Day, così l’arte zittisce il sistema del Black Friday

Foto, In Italia

Nessuna réclame alle pensiline dei mezzi pubblici o negli spazi pubblicitari per strada, nessuna bella donna che invita ad acquistare un prodotto e nessuna frase accattivante che invoglia a spendere soldi.  Dopo una colossale sbornia a suon di sorsate di ribassi e super sconti, l’hangover da Black Friday ha un solo nome: NO AD Day, e dal 2014 porta attivisti di tutto il mondo a scardinare le billboards e a rubare i manifesti pubblicitari che ci sono dentro, in sostegno al Buy Nothing Day del 27 novembre. Ma quest’anno due artisti italiani hanno fatto di più: Biancoshock ed Elfo non si sono infatti limitati ad aprire illegalmente le teche delle pubblicità, ma hanno anche coperto i manifesti con simboli e prodotti che inneggiano alla lotta contro il consumo smodato.

Tutto nasce a Berlino, nel 1992, quando l’artista Ted Dave lancia il Buy Nothing Day, una giornata di protesta durante la quale i partecipanti sono tenuti ad astenersi dall’acquisto di beni per 24 ore. Ma a 22 anni di distanza il movimento cresce a tal punto da coinvolgere 65 Paesi in tutto il mondo, comprendendo migliaia di partecipanti: nel 2014 nasce così il NO AD Day, in solidarietà con il Buy Nothing Day e come estensione di quei progetti che si occupano di pubblicità esterna nello spazio pubblico (proprio come Brandalism). Ai partecipanti del NO AD Day si chiede di rimuovere ogni tipo di pubblicità esterna il giorno prima del Buy Nothing Day, nel tentativo di eliminare i messaggi commerciali che dominano i nostri spazi pubblici.

Come? Facile: sul loro sito gli attivisti hanno pubblicato un tutorial che spiega come costruire da sé una chiave a brugola con la quale aprire le billboard per rubarne il contenuto.  “Il consumo eccessivo e l’uso incontrollato delle nostre risorse naturali al soldo del consumo – dicono gli organizzatori – stanno devastando il nostro ambiente e le nostre menti. Ad alimentare questo desiderio incontrollato sono i giornali, le riviste, la televisione, Internet e anche lo spazio pubblico che ci circonda: tutti questi media servono a promuovere il nostro desiderio di avere sempre di più”. E dunque, “eliminando i media commerciali che dominano i nostri spazi pubblici possiamo cominciare a ottenere un più pieno controllo del nostro desiderio di consumare”: il NO AD Day, insomma, affronta visivamente ciò che Buy Nothing Day va predicando.

Lo sanno bene Biancoshock ed Elfo, che hanno realizzato una nuova collaborazione proprio in occasione del NO AD Day: i due artisti, che collaborano periodicamente dal 2011, hanno interpretato a loro modo il concept della giornata: non si sono cioè limitati a rimuovere manifesti pubblicitari dalle billboard, ma hanno deciso di oscurare e disturbare i messaggi pubblicitari in esse contenuti attraverso 3 semplici interventi artistici. Il primo, un manifesto pubblicitario coperto con uno spray nero, dove il nero è un richiamo al “Black Friday”. Nel simbolismo esoterico le picche, poi, sono simbolo di trasformazione, morte e rinascita. Il secondo, un manifesto pubblicitario ricoperto con il nastro adesivo da imballaggio, un materiale “povero”, economico e minimal simbolo di anti-consumismo. Il terzo, l’inserimento di uno specchio dietro ad un manifesto semi-rimosso: cosa c’è dietro un messaggio promozionale?

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Un pensiero su “NO AD Day, così l’arte zittisce il sistema del Black Friday

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...