Portare l’arte a tutti? Non una sfida al museo, ma un ponte con le istituzioni. Parola di Ravo

Interviste

Le tele dei maestri del Rinascimento e i muri delle periferie urbane, i pigmenti a olio e le bombolette spray, i mecenati e gli sponsor. E’ un mix perfetto quello che Andrea Ravo Mattoni è riuscito a raggiungere nel tempo: realizzando le opere del Caravaggio e del Maestro Ozieri in versione murales è riuscito non solo nel progetto dell’opera site specific, ma anche nel più ammirabile intento di divulgare l’arte, quella moderna, a un numero sempre maggiore di visitatori/passanti.

Dopo la “Cattura di Cristo”, realizzata su di un pilone di cemento all’imbocco dell’autostrada di Varese, dopo il “Riposo durante la fuga in Egitto”, dipinto su una parete di un parcheggio dell’aeroporto di Malpensa, e dopo “La prova della vera croce” all’aeroporto di Olbia Costa Smeralda, Ravo ha dimostrato tutta la sua bravura nella nuova “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco D’Assisi”. Dipinta lo scorso 12 dicembre a San Salvatore di Fitalia, nel Messinese, l’opera ricorda il dipinto di Caravaggio che venne trafugato a Palermo dalla mafia nel 1969 per poi finire distrutto, almeno secondo le dichiarazioni rilasciate da alcuni pentiti (da Giovanni Brusca a Salvatore Cangemi, Francesco Marino Mannoia e Gaspare Spatuzza).

Come mai hai deciso di raffigurare la Natività di Caravaggio in un posto come Messina?
Quello di raffigurare la “Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” era un desiderio che covavo da parecchio tempo, e riuscire a realizzarlo in terra siciliana è stato per me ancor più importante: è un quadro famoso, oltre che per la sua bellezza compositiva, anche per il fatto che sia stato trafugato a Palermo nel 1969 e mai più ritrovato. E’ stato un atto di restituzione, oltre a un tassello importante del mio progetto.

L’hai realizzato da solo o con l’aiuto di altri artisti?
Ho realizzato il lavoro da solo interamente a spray su muro, nell’arco di 5 giorni.

Come sta andando il tuo progetto di “Recupero del Classicismo nel contemporaneo”?
Il progetto sta andando molto bene, sto ricevendo una grande quantità di richieste sia da parte di istituzioni comunali che da parte di aziende private, e per questo sto cercando di calendarizzare il 2017, il 2018 e parte del 2019. Il mio intento è quello di creare una sorta di pinacoteca a cielo aperto, l’intera operazione e tutti i muri che sto andando a realizzare compongono un’opera unica, quella di un museo d’arte classica diffuso sul territorio.
Come mai a questo scopo hai scelto spesso Caravaggio?
Certo non mi occupo solamente di Caravaggio, infatti il mio terzo lavoro in territorio Sardo è stato un quadro del Maestro di Ozieri pittore del 1500 nato a Sassari. Questo perché il mio progetto vuole andare a lavorare su quegli autori che abbiano una correlazione con il territorio: Caravaggio ha un forte legame con il territorio lombardo che ha visto i suoi natali, ma ha un altrettanto e significativo rapporto con la Sicilia dove ha creato alcuni dei suoi più grandi capolavori, tuttora conservati a Messina.

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