I colori delle bombolette sulle barriere anti terrorismo di Milano

Foto, In Italia

È una vigilia di Natale un po’ insolita quella che stiamo vivendo a Milano. Dopo la strage dei mercatini di Berlino, ma soprattutto dopo che Anis Amir, il killer fautore di quella stessa strage, è stato scovato quasi per caso e ucciso a Sesto San Giovanni, l’allerta in città è alle stelle. Da quel 19 dicembre, infatti, il Comune ha deciso di installare nei punti più “sensibili” file di jersey, le barriere anti carro in cemento armato che dovrebbero servire come misura anti sfondamento nel caso si ripetesse un attacco simile a quello della capitale tedesca. Un’azione spiacevole, quasi invasiva, ma che è stata resa meno dura dall’azione rigenerante degli street artist.

Queste installazioni, infatti, sono state inserite nell’elenco degli spazi disponibili nel progetto Muri liberi e rimarranno a disposizione di tutti coloro che vorranno realizzare il loro graffito. Come sempre, grande spazio alla creatività di tutti gli artisti per quanto riguarda la scelta del tema: “l’Amministrazione – dicono dal Comune – si riserva solo la libertà di cancellare scritte offensive nei confronti di religioni, paesi, persone e organi di Stato”.

I primi ad avere partecipato al progetto sono stati, ieri, la Pupazza, Manu Invisible e Berto191. Frode, che ha realizzato un riccio all’imbocco di via Mazzini, commenta così il suo lavoro: “Ieri ho dipinto sui paracarri antiterrorismo, in mezzo all’atmosfera surreale del Natale militarizzato a cui purtroppo assistiamo. È forse solo un segno, tra l’atro nemmeno molto artistico, ma fortemente diretto a sdrammatizzare un simbolo dell’emergenza sicurezza”. Eppure non lo vedi come un evento poco rispettoso delle vittime di terrorismo? “No. Anzi, fin dall’inizio ho letto l’idea lanciata dal Comune in maniera positiva: la barriera è certamente un simbolo negativo,  che porta alla mente gli attacchi terroristici, ma il nostro intervento lo ritengo rasserenante perché diversi ragazzi, alcuni molto giovani, hanno potuto dipingere tranquilli e con soggetti non irrispettosi. Se si fosse creato un evento mediatico attorno allora sì che sarebbe stato poco rispettoso, ma non è stato così ed è nato tutto per caso: io stesso mi sono organizzato in meno di 24 ore”.

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Loro hanno lavorato in piazza del Duomo, ma le barriere da decorare sono molte e chiunque voglia farlo potrà trovarne sull’asse Duomo –Darsena e in zona Gae Aulenti – Isola. Eccone l’elenco completo: via Dante – piazza Cairoli, via Dante – via Meravigli, piazza Duomo – via Mazzini, piazza Duomo – via Mangoni, piazza Duomo – antistante via Carminati, piazza Duomo – piazza Fontana. Piazza Gae Aulenti – via De Castiglia, piazza Gae Aulenti – corso Como. E infine largo Gino Valle (area Portello), piazza Cantore – via Papiniano, piazza XXIV Maggio (lato Darsena).

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