Street Art e graffiti vanno in albergo: apre NYX Milan, il primo lifestyle hotel d’Europa

Foto, In Italia, Interviste

Di notte si va per locali alla scoperta della città, di notte si balla nei club, di notte i graffiti prendono vita per farsi scoprire con la luce del giorno in tutto il loro splendore. E proprio alla notte è dedicato il primo life style hotel di Milano, il NYX (che, non a caso, in greco significa proprio “notte”) Milan di Leonardo Hotels. Il primo in città, ma anche il primo in Europa (seguiranno quelli di Praga, Monaco di Baviera e Madrid) in cui si sperimenta il concept del “Classy and sassy”, elegante e vivace. Esattamente come le opere, tra graffiti e Street Art, che vi si trovano al suo interno: tredici per la precisione (undici per piano, un dodicesimo sulla terrazza e un tredicesimo al piano terra) con cui la “galleria di arte diffusa” Question Mark ha riunito artisti italiani del calibro di Joys, Peeta, Sea creative e molti altri. Noi di Grafite HB abbiamo intervistato il curatore artistico dell’evento, oltre che uno dei  due soci fondatori di Question Mark, Daniele Decia.

 Quando nasce il progetto?
Nasce ai primi di dicembre, quando siamo stati contattati da Iris Barak, curatrice che si occupa di una fondazione d’arte di Tel Aviv, per sviluppare insieme un progetto all’interno di questo albergo. I lavori sono iniziati al 20 dicembre e li abbiamo chiusi adesso [1 febbraio, n.d.r.], abbiamo ancora un intervento da fare in un ascensore di collegamento, però tutto il resto è completo.

Com’è avvenuta la selezione degli artisti?
È avvenuta di pancia, la mia: ho scelto artisti con cui avevo già collaborato perché sapevo di trovarmi bene con loro e artisti in cui credevo e avevo voglia di collaborarci per lo stesso motivo, perché mi piacerebbe collaborare con loro in futuro. Sono divisi per tipologie: era giusto dare all’hotel la possibilità di vedere diverse dimensioni di muralismo quindi c’è l’illustrazione, il 45 gradi, il 3D, il figurativo. L’idea era quella di dare una visione abbastanza completa da sviluppare però solo con 12/13 artisti.

Come mai tutti italiani?
Perché è una politica di Nyx. Questo di Milano è il primo che aprono in Europa, mentre i prossimi che apriranno saranno a Praga, Monaco di Baviera e Madrid: in ognuno di questi luoghi cercheranno artisti locali, e per locali si intende di tutto lo Stato. Io e Stefania, mia compagna e socia di QM, per la ricerca ci siamo basati su un discorso di uniformità di determinati spazi (gli ingressi dovevano essere fatti da un gruppo di artisti che lavoravano insieme, per cui abbiamo scelta la EAD crew con Joys, Peeta, Yama e Orion, per il resto invece si è sviluppato un discorso legato a rapporti di lavoro già passati).

Ci sono altre sorprese artistiche nell’hotel?
Ci saranno nel senso che un’altra caratteristica di Nyx è quella di avere pezzi di design realizzati da artisti locali: nel caso di Milano ci saranno due poltrone che verranno realizzate da Urban Solid e che verranno posizionate all’ingresso. Saranno abbastanza particolari, non ci sono ancora, ma io ho visto la bozza e sono abbastanza interessanti! Poi ci sarà un muro dedicato all’arte israeliana perché la proprietà dell’albergo è di quella zona, mentre dietro c’è una fondazione d’arte contemporanea.

C’è anche il progetto di fare passare di qui persone che vogliono non per forza usare l’albergo ma solo vedere le opere?
Di questo dovreste parlarne direttamente con chi si occuperà della gestione dell’albergo: io ho chiesto la possibilità di potere portare persone all’interno per potere far loro vedere gli interventi murali. So per certo che loro organizzeranno, tre volte a settimana, dj set.

Ci fai una panoramica dell’albergo?
Undici piani più uno, perché poi c’è un collegamento col terrazzo superiore. Tredici artisti coinvolti nel senso che sul pian terreno ci saranno anche gli Urban Solid con le loro sculture all’ingresso. Quindi Joys più Peeta nell’ascensore frontale all’ingresso dell’hotel, primo piano Andrea Casciu (sembra una formazione di calcio…), secondo piano Corn79, terzo piano Moneyless, quarto Seacreative, quinto Yama, sesto Orion, settimo Joys, ottavo ETNIK, nono Peeta, decimo Skan e undicesimo Jair Martinez. Terrazzo di Neve. Il tutto pensato proprio per dare delle differenze stilistiche a tutti i piani. Poi, tornando alla domanda che mi hai fatto prima, lungo tutti i corridoi ci saranno esposti i manifesti dell’Italian Biennial Poster, assieme a cui saranno esposti manifesti fatti da graphic designer con tematiche sociali e soprattutto provenienti da tutto il mondo. Ogni manifesto avrà una sua didascalia in cui chi passerà davanti al manifesto potrà avere informazioni sull’artista che ha realizzato l’opera, sull’edizione della biennale cui ha partecipato e spesso anche dov’era inserito quel manifesto, in che contesto. In effetti l’atipico rispetto a tanti interventi che possono essere di arredo e interni è un concetto di fruizione museale: anche le opere avranno di fronte una biografia dell’artista per far conoscere a tutti chi ha fatto cosa, oltre alle foto del work in progress e le immagini di facciate fatte in giro per il mondo da quegli stessi artisti.

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