Marinai, navi e balene: il murale di Genova che rischia di essere cancellato

Interviste, Recensioni

“Sampierdarena, e con essa tutta la città, non vuole arrendersi a cavilli burocratici o giochi politici. Il brutto e il degrado devono essere combattuti, anche con la partecipazione dei cittadini, e quel murale è un arricchimento e non il problema!”. Così recita una di quelle petizioni on line che non vorresti mai vedere. Non tanto per lo strumento (che rimane uno degli ultimi baluardi di democrazia diretta) quanto per le assurde posizioni che, ancora nel 2017, ci ritroviamo a dovere combattere: la cancellazione di un murale nel quartiere di Sampierdarena a Genova.

Il pezzo a rischio è quello che, nel settembre dell’anno scorso, è stato realizzato da Mr Fijodor e da Seacreative su proposta di alcune associazioni attive sul territorio (come Chico Mendez Sampierdarena, finanziatori e sostenitori dell’opera) e con la partecipazione di Walk the Line (e, per questo, rientrato nell’evento off di Walk the Line): come testimoniano anche i suoi primi bozzetti, l’opera rappresenta uno scenario marino (quello della Liguria), con tanto di faro acceso a illuminare il paesaggio, alcune barche, una balena e con la presenza vigile di due marinai. Un’opera che è stata accolta con grande favore da cittadini e privati, se non fosse per le rimostranze di un consigliere del Municipio II Centro Ovest che, unito a un cavillo burocratico di non poco conto, stanno mettendo a repentaglio la vita dell’opera.

“Né l’ufficio tecnico competente del Comune né il geometra ingaggiato dalle associazioni – mi spiega Emanuela Caronti, una delle curatrici del progetto Walk the Line – si è preoccupato di controllare se il muro scelto fosse in qualche modo vincolato. Solo a lavoro iniziato, dopo avere interpellato la sovrintendenza, abbiamo saputo che sul quel muro pendeva un vincolo monumentale”. Un boomerang mediatico, che è andato ad alimentare le polemiche (per lo più politiche) iniziate dal consigliere recalcitrante: i colori troppo scuri, il faro che non assomiglia alla lanterna, i marinai troppo poco caucasici (sic!), una rappresentazione che non rispecchia la realtà. “Eppure – mi dice Mr Fijodor – quello che abbiamo raffigurato è tutto vero: il mar Ligure è la zona del Mediterraneo più ricca di cetacei, mentre per quello che riguarda i marinai, beh, chi se lo ricorda sa che la maggior parte dei marinai e pescatori di Genova, oggi come ieri, di caucasico ha ben poco”.

“C’è un messaggio negativo rispetto al muro – gli fa eco Emanuela Caronti – che di suo ha solo che è un po’ scuro: pensa che nel Municipio adiacente i progetti che riguardano i murales sono molto più floridi e ben voluti, per non parlare del fatto che l’opera di Mr Fijodor e Seacreative va a coprire un muro che era diventato luogo privilegiato per lanciare messaggi violenti e di bestemmia”. “Certo – ammette Fijodor – non a tutti piaceva l’idea dei toni del grigio, ma da qui a richiederne la cancellazione ce ne passa”. Né Emanuela né Mr Fijodor sanno bene come andrà a finire questa assurda diatriba: entrambi, però, sono convinti che la raccolta delle firme può rappresentare un segnale forte per cercare di iniziare un nuovo percorso, magari verso un compromesso, proposta, questa, che è già stata ventilata dal presidente del Consiglio di Municipio. In attesa di trovare una soluzione, dunque, non resta che sottoscrivere la petizione dal titolo “Salva il murales dei marinai di via Niccolò d’Aste a Sampierdarena”.

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