Tanti auguri, Dario! Un murale sulla “sua” scuola per festeggiare il Maestro

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Un gesto, una smorfia, una fragorosa risata: credo che lui l’avrebbe festeggiato così il suo compleanno. Ma quest’anno Dario Fo non potrà spegnere la sua novantunesima candelina: lo scorso ottobre il “giullare incantatore” ci ha lasciati, dopo che nel 2013 era venuta a mancare Franca Rame. Eppure oggi festeggeranno per lui gli artisti, i teatranti e i ragazzi che hanno partecipato alla creazione del progetto Wall Art per Dario Fo, il grande murale che si snoda fuori dalla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e che celebra la coppia di teatranti più famosa d’Italia proprio nel giorno del compleanno del Maestro.

Sarà una vera festa, insomma, quella che si terrà questo pomeriggio in via Salasco 4, fortemente voluta dalla Commissione Cultura, presieduta dal consigliere Paola Bocci, del Comune di Milano e realizzata grazie al lavoro degli Orticanoodles, dei ragazzi del progetto B.Live, della Fondazione Arrigo e Pia Pini, del supporto progettuale di Wit Design e della curatela di Alice Cosmai. Non è dunque un caso che murale, che si snoda lungo tutta la parete esterna della scuola che dà sul Parco Ravizza (proprio là dove il Maestro portava i suoi ragazzi a provare negli ultimi anni della sua vita), ritragga Dario Fo e Franca Rame nelle loro pose più sognanti.

“L’opera – mi fa notare Wally degli Orticanoodles – è stata realizzata in soli 7 giorni  grazie al prezioso contributo della Fondazione Arrigo e Pia Pini con il supporto progettuale di Wit Design: la Fondazione milanese ha infatti coordinato e sostenuto la realizzazione di questa opera d’arte portando i B.livers, ragazzi sieropositivi in cura nei vari ospedali milanesi, a lavorare con noi”. “Sono stati una bomba – aggiunge entusiasta Alice Cosmai – e mai ci saremmo aspettati tanto entusiasmo da parte loro. Gli riconosciamo il merito di averci dato una grande mano, con diligenza e costanza”. Anche grazie a loro, dunque, l’opera si presenta con la consueta forma che contraddistingue, ormai da tempo, il modus operandi degli Orticanoodles: “Come sempre – mi dice Wally – abbiamo usato la tecnica rinascimentale dello spolvero per realizzare le linee guida entro cui muoverci. Abbiamo poi campito gli spazi tenendo l’arancione e il grigio come tonalità prevalenti. Dentro ai cerchi arancioni, poi, abbiamo inserito delle frasi, vergate da Caos e tratte sia dal repertorio di Fo sia inventate da noi. La peculiarità di queste scritte è che sono piccole e, per questo, costringono lo spettatore ad avvicinarsi per vederle meglio”.

Ma non finisce qui: grazie al lavoro della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi diretta da Giampiero Solari, il nuovo murale si trasformerà in elemento scenografico per tre giullarate (“Il primo miracolo di Gesù bambino”, una versione in pugliese de “La parpaja topola”, e “Il tumulto di Bologna”) interpretate da diplomati delle Scuole Civiche e tratte da opere che il Maestro Fo, durante questi ultimi anni di stretta collaborazione con la Scuola, ha virtualmente donato agli allievi della “Paolo Grassi” insieme alle sue generose lezioni. Le giullarate sono il frutto di un progetto più ampio, “Il teatro di Dario Fo per le nuove generazioni”, nato nel 2011 da un’idea di Massimo Navone (allora direttore della Scuola) condivisa da Michele Bottini, docente di Commedia dell’Arte, sotto l’egida di Dario Fo e Franca Rame stessi che ne sostennero le prime fasi di studio e le successive tappe di realizzazione.

“È stato un lavoro bellissimo – mi racconta Alice Cosmai – che è nato subito dopo la morte del Maestro. Inizialmente l’idea era quella di proseguire il progetto Wallart, iniziato nella zona attorno a piazza Cardinal Ferrari nel 2014, dove già campeggiano i ritratti della coppia. Quando però abbiamo visto il muro della Paolo Grassi e ne abbiamo conosciuto la storia, ci è parso necessario spostare tutti i lavori qui. E così è stato, per un periodo breve ma intenso di progettazione e realizzazione. Sono contenta di averci preso parte, seppure da volontaria, perché è l’ennesimo regalo che la Street Art fa alla città di Milano, oltre che il primo per il compleanno del Maestro”.

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