Tobagi, dalla Chiesa, Garofalo e gli altri: i volti “ostinati, tenaci, rigorosi” degli Orticanoodles

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“La legalità non è la legge. Trascende la legge. È più una condizione del pensiero, che in quanto tale governa le nostre azioni come un modello inevitabile; o viene vissuta come uno dei motori del proprio agire o appare come quella impalpabile sabbia che sempre rallenta e talvolta inceppa l’antichissimo e rodato meccanismo della sopraffazione, dell’inganno, del sopruso dell’uomo sull’uomo”.

È con queste parole che gli Orticanoodles presentano al grande pubblico il loro ultimo lavoro. Ancora una volta all’Ortica (ça va sans dire), ancora una volta in via Rosso di San Secondo angolo San Faustino, ancora una volta contenente i ritratti di volti noti soprattutto alla città di Milano. Ma, per la prima volta, con un omaggio a chi ha fatto della legalità una missione: e allora eccoli là, a fianco di Nanni Svampa, Ornella Vanoni, Enzo Jannacci, Giorgio Strehler, Dario Fo, Ivan Della Mea e Giorgio Gaber da oggi campeggiano, col verde a farla da padrone, anche Emilio Alessandrini, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giorgio Ambrosoli, Mauro Brutto, Walter Tobagi, Tina Anselmi e Lea Garofalo.

“A volte sconfitti, mai realmente perdenti – proseguono gli Orticanoodles – perché una splendida eco, un argentino rumore di fondo è rimasto, delle loro azioni, delle loro intuizioni e delle loro parole. Perciò il nostro omaggio è in questa circostanza rivolto a queste figure, personalità a prima vista distanti fra loro ma unite da istanze di LEGALITA’ che hanno contribuito alla nostra crescita collettiva sul piano sociale ed etico, in modo eclatante o discreto”. Ma sempre lasciando la loro storia a mo’ di monito per noi e per le generazioni a venire. Emilio Alessandrini, magistrato italiano, assassinato dal gruppo terroristico Prima Linea. Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale e prefetto italiano ucciso in un agguato mafioso assieme alla moglie e a un agente di scorta. Giorgio Ambrosoli, avvocato italiano assassinato da un sicario ingaggiato dal banchiere sulle cui attività Ambrosoli stava indagando. Mauro Brutto, giovane giornalista, investito e ucciso da un’auto pirata proprio mentre stava indagando sull’omicidio di Fausto e Iaio. Walter Tobagi, giornalista e scrittore italiano assassinato in un attentato terroristico perpetrato dalla Brigata XXVIII marzo. Tina Anselmi, politica e partigiana italiana, prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica Italiana. Lea Garofalo, testimone di giustizia e, per questo, uccisa dalla ‘Ndrangheta.

Che la loro morte non sia stata vana non lo credono solo gli Orticanoodles ma anche le tante organizzazioni e i tanti giovani, tutti del quartiere, che hanno preso parte al progetto: l’IPSAR Vespucci, l’Istituto Pier Paolo Pasolini, il Civico Liceo Linguistico “Alessandro Manzoni” e la Laba Accademia Belle Arti. Con loro anche il Municipio 3, l’ANPI, la Cooperativa edificatrice Ortica, l’ANPPIA – Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, la FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane, l’ANED – Associazione nazionale ex deportati, il Teatro Martinitt, il Circolo dell’Ortica, Il Melograno, la Balera dell’Ortica, Brico Io e tutti i cittadini dell’Ortica.

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