33 anni dopo si torna a Quattordio, sulle tracce di Delta 2, Ero, Phase 2 e Rammellzee

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Era il 1984 quando, grazie a Francesca Alinovi, a Bologna tutto aveva inizio: “Arte di frontiera” furoreggiava alla Galleria Comunale d’Arte Moderna e in Italia si aggirava il meglio della scena americana dei graffiti, con nomi del calibro di Delta 2, Ero, Phase 2 e Rammellzee. Furono proprio loro a essere stati invitati dalla IVI, Industrie Vernici Italiane (sponsor dell’evento, acquisita e divenuta nel 1986 PPG) in visita allo stabilimento di Quattordio: qui tra giugno e luglio i writers trascorsero molti giorni in azienda e a contatto con la popolazione, in un paese che mai prima di quel momento aveva conosciuto una cultura tanto diversa. I quattro realizzarono in azienda e in paese molte opere, schizzi e graffiti utilizzando qualsiasi tipo di vernice o resina, applicandoli sui più disparati oggetti, dai pannelli metallici alle tele, passando per le auto, una Vespa e addirittura un pullman, ma la maggior espressione artistica la misero sul muro della piazzetta centrale del paese (oggi Piazzetta Pettazzi), utilizzando bombolette spray.

Oggi, a distanza di 33 anni, la Stradedarts capeggiata dalla premiata ditta Marco KayOne e Alessandro Mantovani torna in quei posti per una grande jam che faccia dipingere a Quattordio quelli che all’epoca erano ragazzi e che nel tempo sono diventati i mostri sacri del Writing made in Italy. QUA, Quattordio Urban Art, coinvolge così 10 writer italiani (Flycat, Ores, Rendo, Zeus 40, Ericsone, Mr. Wany, KayOne, Napal Naps, Tawa e Airone) e Kool Koor, “testimone di ciò che è stato e con noi erede di quello che sarà dopo il nostro intervento”, come ha detto KayOne.

Ma come nasce questo ritorno alle origini? “Ti racconterò un aneddoto – mi dice KayOne – circa un anno fa aveva un lavoro ad Alessandria legato ai graffiti e ho approfittato di un viaggio in zona per passare a vedere cosa fosse rimasto a Quattordio. Davanti al muro (su cui oggi rimangono solo i graffiti di Delta 2 e Phase 2) mi è venuta l’illuminazione di provare a proporre al Comune un evento in ricordo di quello che c’era stato nel 1984. E così è stato: abbiamo cercato di riproporre quello che c’era stato allora, un momento giovane anche per gli stessi americani che, forse per la prima volta in vita loro, avevano rappato con la banda del paese e ballato la break dance sotto gli occhi degli anziani. Anche noi infatti abbiamo accompagnato l’evento da due serate apericena e con musica DJ set, esibizioni di danza Hip Hop e degustazione di ottimi prodotti enogastronomici locali”.

Quest’anno i temi interpretati nei graffiti dagli artisti selezionati saranno Paese, Agricoltura, Industria, Colore e Integrazione e si svolgeranno anche workshop con bambini e un progetto educational per coinvolgere i ragazzi delle scuole locali avvicinandoli al mondo dell’arte. Altra grande novità è quella rappresentata dal restauro conservativo a cura di Elena Astolfi e Alessandra Carrieri delle opere eseguite da Delta 2 e Phase 2. Ma non rischiate di camminare su un terreno un po’ scivoloso? “Non è un tema scivoloso – mi risponde sicuro KayOne – se sono opere del 1984. Al contrario, non lo farei su opere di oggi che è normale che abbiano il loro tempo. Questa, però, è un’opera che ha un significato particolare da mantenere e fermare per tutta l’Italia del Writing: l’idea di tornare tra 10 anni e cercare di restaurare un graffito nostro poco mi interessa, ma con graffiti di quell’epoca non si può non essere interessati a fermarli e a conservarli perché sono opere che meritano di non essere perse. E poi il Comune è il legittimo proprietario del muro e loro sono stati ben contenti quando gli abbiamo prospettato questa possibilità”.

QUA durerà fino a domenica: come stanno andando questi giorni? “Come sai – chiosa KayOne – il primo giorno si scaldano i motori.  Ma il clima che aleggia è molto bello anche perché in paesi così piccoli l’accoglienza e la partecipazione del paese sono molto diversi dalle grande città: pensa che hanno organizzato una festa per venerdì sera e ci hanno messo a disposizione la Protezione Civile locale. È per loro un avvenimento importante ed è per questo motivo che è importante conservarne la memoria”.

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