Conservare e valorizzare: parte da Quattordio il nuovo museo urbano

Interviste

Un progetto nato per caso ma che, grazie al lavoro di esperti e amministrazioni lungimiranti, sta diventando un unicum ammirato da tutta l’Italia, oltre che un punto da cui partire per interventi simili. Parlo di QUA, Quattordio Urban Art, che ha portato nella cittadina piemontese non solo un museo a cielo aperto dotato delle opere degli 11 dei maggiori writer italiani ma anche un più vasto progetto di musealizzazione di opere “datate”, quelle di Delta 2 e Phase 2 Merito del restauro conservativo operato dalle restauratrici Alessandra Carrieri ed Elena Astolfi, proposto dal mondo degli artisti e ascoltato (oltre che avvallato) dal mondo della politica.

“All’inizio ne sapevamo ben poco – mi dice Marco Testore, consigliere comunale di Quattordio – al punto che la nostra prima proposta era stata quella di campire i murales con nuovi colori per riportare le opere al loro splendore iniziale. Ma solo dopo esserci confrontati con KayOne abbiamo capito che quella non era la strada da prendere. Abbiamo ascoltato il mondo degli artisti, ci siamo documentati e, complice il nostro lavoro in Ve.Co (sponsor che ha fornito le pitture base date ai muri per gli artisti) e in PPG abbiamo deciso di iniziare questo nuovo corso”.

Non è un caso: quello che rimane a Quattordio dell’intervento del 1984 è un vero reperto storico (oltre che un’opera di inestimabile valore). Proteggerlo attraverso un restauro conservativo e valorizzarlo attraverso una jam che ha visto all’opera 11 degli artisti che sono diventati tali grazie (anche) a quel periodo, era quasi un obbligo. “Ricordo quei giorni come se fosse ieri – prosegue Testore – frequentavo la prima elementare quando i nostri insegnanti hanno deciso di portarci a vedere i writer all’opera. Potevano prendere in mano le bombolette (bombolette, per altro, per nulla professionali, da ritocco auto) solo quelli di quarta e quinta mentre gli altri dovevano restare a guardare. Anche se non riuscii a fare nulla, l’emozione fu tanta”.

Oggi a ricordare quello che accadde 33 anni fa c’è una mostra fotografica all’interno della sede del Comune che rimarrà aperta fino alla fine di giugno. Ma quanto successo a Quattordio, ieri come oggi, non vuole rimanere un evento isolato. “Ci informeremo – mi assicura Testori – sulla pratica burocratica da svolgere per la conservazione del muro che non è del Comune, ma di un privato. Non vogliamo che rimanga un evento one shot perché vogliamo via via alimentare questo museo urbano che deve essere trasformato in un vero e proprio museo. Confidiamo nel fatto che le aziende siano disponibili all’idea di un Quattordio 2.0”.

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