JR arriva in Italia: ecco i volti multietnici di 269 bambini fotografati dal Collettivo Collirio

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Il blasonato street artist francese JR sbarca in Italia. A Milano per la precisione dove, all’Istituto Comprensivo Statale Scialoia, ha preso vita il progetto “Tutto il mondo in una scuola”: 269 foto che ritraggono i volti di alunni (dai 5 ai 10 anni), maestri e personale dell’istituto in un vero e proprio annuario a cielo aperto. Merito del Collettivo Collirio, action group milanese, e del dirigente scolastico Ida Morello che, assieme a tutto il corpo docenti, si sono messi in gioco partecipando all’Inside Out Project, iniziativa di partecipazione artistica voluta proprio dallo stesso JR.

“Era ottobre – racconta Tiziano, fotografo di Collirio – quando c’è stata la prima riunione per decidere assieme come e quando partecipare al progetto. Visto l’interesse da parte della scuola non ci abbiamo pensato due volte: abbiamo inoltrato la proposta allo staff di JR. Ma la vera sorpresa è arrivata a dicembre, quando abbiamo saputo che la nostra idea era piaciuta e che ce l’avevano approvata. Da gennaio sono partiti tutti i lavori: 300 scatti, il pagamento e l’invio direttamente dagli States delle stampe (93×135 cm) dei poster da affiggere sulle pareti esterne della scuola”. Che il progetto fosse piaciuto sin dall’inizio non è un caso: l’Istituto Comprensivo Statale Scialoia, alla periferia nord di Milano, è frequentato da 800 bambini che studiano dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado. Il 60% di loro è di origine straniera. “Nord Africa, Cina ed est Europa in particolare – spiega il dirigente scolastico Ida Morello – ma non mancano bambini di origini bengalesi, pakistane, sud americane e tanto altro ancora. È un lavoro difficile ma non impossibile: bisogna sapere gestire e rispondere al meglio i bisogni di cui ognuno di noi è portatore”.

Un esempio su tutti? Quello della circolare con la quale si spiegava ai genitori il progetto e si allegava la liberatoria da firmare per l’uso delle immagini dei propri figli: “Come potevamo spiegarlo a persone adulte che non conoscono la lingua italiana? Abbiamo così deciso di fare tradurre tutto il materiale nelle lingue che le famiglie parlano”. E il riscontro positivo anche da parte dei genitori c’è stato: “In pochi si sono opposti a questo progetto – prosegue Ida Morello – e anche chi non ha dato il proprio consenso per l’uso delle immagini dei bambini ha comunque dato una mano alla buona riuscita del progetto”. “Merito anche del corpo docenti – fa notare Marco Bruno, maestro di quarta elementare – che ha trattato l’intero lavoro anche durante l’orario scolastico, essendo il progetto stato inserito nel piano dell’offerta formativa. Tutti i bambini l’hanno apprezzato, riconoscendo in questo lavoro un percorso di conoscenza di sé tramite la conoscenza dell’altro”.

Ma come hanno lavorato i fotografi? “Ci siamo dovuti attenere a una serie di buone pratiche dettate dallo stesso JR – mi racconta Sabrina, un’altra fotografa del collettivo Collirio – quali per esempio evitare di inserire in foto oggetti e loghi e di favorire invece la centralità dell’immagine e l’uso di uno sfondo neutro. Noi abbiamo poi creato immagini che esaltassero il sorriso dei bambini e quindi la bontà del progetto, girando bene alla larga da rappresentazioni che potessero in qualche modo ledere la dignità dei bambini o delle loro famiglie”.

Non sarebbe stato così se non si fosse trattato di un progetto di JR: l’Inside Out Project, infatti, è dal 2011 un’iniziativa artistica globale partecipativa grazie al TED Prize. “Inside Out Project – racconta lo staff di Collirio – permette a tutti coloro che vogliano farne parte di parlare delle istanze importanti delle loro comunità attraverso il potere comunicativo del ritratto fotografico affisso in strada in formato poster. Inside Out Project è un cantiere di sperimentazione di fotografia sociale globale al quale tutti possono aderire, beneficiando della visibilità mondiale che deriva dall’adesione al progetto. Il collettivo Collirio, che ha fatto di partecipazione e impegno sociale gli emblemi della sua poetica, ha trovato in Inside Out Project uno sbocco naturale della sua azione”.

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