#vecchiascuola Il racconto della serata con le immagini di Griso

Recensioni

Ammetto che mi sono lasciata trascinare dalla forza e dalla vitalità della serata. Ma dopo il mega evento “Vecchia Scuola – Graffiti Writing a Milano” dello scorso 20 luglio non mi sono più fatta sentire, nemmeno per un breve racconto, nemmeno con due foto.

Per la prima parte, rimedio come posso: ma che dire se non che è stata una serata speciale? Il coronamento di un lavoro magistrale durato 7 anni, ma non solo: quel giorno è stato un vero concentrato di vita e arte in qualche centinaio di metro quadrato, una carrellata di storie e persone amiche, persone che mi hanno presa per mano e che mi hanno accompagnata in una nuova splendida avventura. Sono stata lusingata di avere avuto accesso così da vicino a un mondo che solo 10 anni fa era lontano anni luce da me e che in così poco tempo non mi ha solo accettata ma anche apprezzata, umanamente e professionalmente.

Per la seconda parte, invece, mi affido a un professionista del settore, Cosimo Griso Alfarano. Fotografo, amico, sempre presente a tutte le kermesse sui graffiti, non poteva mancare alla serata di presentazione di “Vecchia Scuola”. I motivi sono tanti, a partire dall’affetto che lo lega a questo mondo, ma non finisce qui. KayOne ha infatti inserito anche Griso nel libro, riconoscendogli così il merito di fare un lavoro importantissimo: quello di documentare gli eventi e tenereli a memoria per le generazioni future. Ma prima di presentare alcuni degli scatti della serata (la collezione completa la potete trovare qui), mi preme riportare le parole che ha scritto a coronamento dell’album:

“Un tuffo negli anni ’80/’90 quando tutto è cominciato, nell’incoscienza e nell’inconsapevolezza di cosa si stesse facendo, un’onda lunga che riecheggia ancora oggi.

Vecchia Scuola non è un libro, è la Storia, che molti di noi non hanno potuto vivere (l’anagrafe non mente) ma che tutti possiamo imparare, grazie a chi ha condiviso le proprie esperienze e lo spirito che ha animato la Milano Underground alle origini. Guardate alcuni volti in questa gallery, conosciuti ai più, perchè è grazie a loro che oggi noi siamo qua…”

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