I volti di Falcone e Borsellino sulla facciata dell’Istituto Nautico di Palermo

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Solo una settimana fa, in occasione dell’anniversario dei 25 anni della strage di via D’Amelio, veniva inaugurato, a Palermo, il murale degli street artist nisseni Rosk e Loste che ritrae i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sulla facciata dell’Istituto Nautico “Giogieni – Trabia” alla borgata marinara della Cala.

Un’opera gigantesca, frutto della collaborazione tra la sezione palermitana dell’Associazione Nazionale Magistrati e Inward, il blasonato osservatorio che svolge attività di ricerca sull’arte e la creatività urbana con sede a Napoli. “Il progetto nasce quest’anno – mi racconta Luca Borriello, direttore ricerca di Inward – grazie ai contatti con l’Anm di Palermo. Una collaborazione proficua, che ci ha traghettati fino a alla capitale sicula, dove abbiamo portato due artisti della nostra scuderia a lavorare non solo su un edificio simbolo ma anche a un’immagine dal portato potentissimo”.

L’opera è stata conclusa in 10 giorni e ha visto un’intera giornata di celebrazioni cui hanno partecipato, tra gli altri, Manfredi Borsellino, figlio del giudice Paolo, il procuratore generale della corte d’Appello di Palermo Roberto Scarpinato, il sindaco Leoluca Orlando, Leonardo Agueci, Anna Falcone, Giovanni Paparcuri ed Eugenio Albamonte, presidente nazionale dell’Anm. “Il soggetto – prosegue Luca Borriello – è rappresentato dal celebre scatto di Tony Gentile, che noi abbiamo pensato di rielaborare nella composizione. Tutto intorno ai due volti, infatti, due cerchi si abbracciano in modo da rendere l’opera più limonosa e radiosa. I toni di colore, scelti con la sovrintendenza, con la Città Metropolitana e con il Comune di Palermo, hanno risposto alla necessità della prima di non essere troppo drammaticamente d’impatto con lo spazio in cui si trova l’opera: per questo si è optato per un seppia neutro, in modo che il contesto architettonico potesse accogliere al meglio il murale”.

In molti hanno visto quest’opera come la risposta all’escalation di violenza e intimidazioni che, la scorsa settimana, ha infangato ancora una volta la memoria di Giovanni Falcone: “ma – ammette Luca Boriello – il murales è stato pensato ben prima che succedessero quei fatti”. Tuttavia, anche l’opera ha contribuito a riaccendere i riflettori su una pagina tragica della nostra storia passata, al punto che la sua cura, così come previsto dal progetto di realizzazione, è stata affidata proprio agli studenti del Nautico, “testimoni e custodi dei valori lasciati in eredità dai due magistrati palermitani al mondo intero”. “Questo murale – ha  detto Eugenio Albamonte – è una bella risposta a una serie di atti vandalici e a una certa insofferenza per la memoria di Falcone, Borsellino, Livatino, un modo di dire che non deflettiamo dalla memoria e dai valori che i nostri colleghi ci hanno lasciato”.

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