Colori alla Guadagna di Palermo (con una sorpresa in salsa milanese)

Recensioni

Di nuovo a Palermo, di nuovo con Davide Furìa. Questa volta il noto writer locale è andato a lavorare assieme ai bambini ospiti del centro Arcobaleno 3P, fondato dalla suora missionaria e assistente sociale Anna Alonzo nel cuore della borgata Guadagna.

Non è la prima volta che Davide porta i suoi colori e la sua tecnica tra i più piccoli, in posti in cui l’attenzione per la socialità è un vero e proprio cavallo di battaglia. Qui infatti, come scrive il quotidiano di informazione online Ilsicilia.it, “ci si rimbocca le maniche per aiutare bisognosi e donne, vittime della tratta, ma anche si cerca di aggregare minori, anziani e famiglie della zona.  Un luogo d’incontro e di condivisione, dunque, che unisce tutti nel segno della solidarietà e della voglia di ricominciare, nonostante le numerose problematiche. Corsi di informatica, sport, laboratori musicali, lezioni di cucito, doposcuola, questo e tanto altro è la vitalità del Centro Arcobaleno 3P. Qui c’è chi vuole dimenticare un passato doloroso e vuole rimettersi in pista, chi cerca semplicemente compagnia, amicizia, dialogo, per poi passare a quanti, i volontari, mettono a disposizione del prossimo le proprie conoscenze e abilità per fare del bene e regalare un sorriso. Tante storie, emozioni, percorsi, sogni e modi pensare diversi. Tra questi, ci sono quelli di Davide Furìa”.

Immaginate, anche alla luce di queste notizie, il mio stupore quando Davide, per messaggio, mi ha mandato questo: “Giorno cara. Ti dedicai un pezzo come promisi”. E la foto del suo pezzo con, a lato, il mio nome (la stessa che vedete nell’immagine di copertina di questo post). Un atto bellissimo (oltre che il primo pezzo che mi viene dedicato, a quanto ne so), che ho apprezzato ancor di più per il contesto in cui Davide l’ha inserito.

Non solo: il buon “Furìa” (come lo chiamo io) ha rincarato la dose scrivendomi questo: “È un piacere, lo meriti: spingi un sacco di gente e questa cultura. Sei tosta”. Che dire se non “grazie”, di nuovo?

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