Mosaici di Invader rubati a Parigi. I ladri: “Siamo del Comune”

Nel Mondo, Recensioni

In un recente articolo della pagina romana de la Repubblica si legge: “Street art, spariti i mosaici dei marziani di Invader”, con particolare riferimento all’Esquilino. Tutto vero, con tanto di testimonianza di una pagina Facebook legata ai fatti di zona e di supposizioni in stile Sherlock Holmes sul reo del “recente” furto. Ma quello che forse i colleghi romani non sanno (o, visto il caldo, fingono di non sapere) è che le opere di Invader sono iniziate a sparire dalla Capitale nel 2010/2012. E che ora, checché ne dicano i media italiani, la vera notizia è un’altra: interessa ancora Invader, ma nella città di Parigi.

Solo tre giorni fa, infatti, lo stesso Invader ha divulgato sui suoi canali social la foto di un utente che, taggandolo su Instagram, segnalava il seguente fatto:  “Decollage o semplice furto di #spaceinvader? Una cosa è certa: è tutto finito nel bagagliaio di questa #Mercedes … E a questi signori non piaceva essere fotografati”. La didascalia si riferiva alla foto di due ragazzi che, pettorina fluorescente, scala telescopica e spatola alla mano, si arrampicavano su un muro di Impasse Robiquet, a Parigi, staccando un mosaico del celebre street artist francese. Oltre a quello ritratto nella foto, poi, pare che siano scomparsi altri 12 mosaici in tutta la città.

Immediata la risposta di Invader, che su Facebook ha ripostato le foto aggiungendo: “Attenzione! Nonostante quello che dicono, questi signori non lavorano per il Comune di Parigi. Foto e testimonianza di @yannlunique @Olivier92300. Ladri che fingono di lavorare per il Comune di Parigi”

Già, perché dalle testimonianze pare che i due si siano presentati ai passanti come lavoratori del municipio alle prese con la rimozione, ma solo successivamente i funzionari di Parigi hanno negato che ci fossero dei loro funzionari impegnati in questo lavoro. Il Comune ha poi affermato: “Abbiamo subito capito che quelli non erano i nostri agenti, i nostri veicoli o le nostre giacche”, al punto che la città di Parigi “ha deciso di presentare un reclamo per abuso di funzioni”.

E se dai cittadini (oltre che dagli utenti social di tutto il mondo) sono arrivati messaggi di solidarietà e stima a Invader, la risposta (sgomenta) dell’artista non si è fatta attendere: sul suo sito ufficiale ha infatti affermato che “un gran numero” dei suoi pezzi erano già stati rimossi in passato, in quello che definisce “nonsense e distruzione dolorosa”. E ha aggiunto: “Nel rimuovere i mosaici questi individui sono costretti a distruggere il pezzo e, per questo, devono acquistare nuove ceramiche per riparare o ricreare il lavoro. Stento a credere che ci siano persone disposte a comprare mattonelle di mosaico non autenticate, dal momento che chiunque potrebbe semplicemente andare nel deposito di casa proprio e rifarle da solo”.

Notizia vera o fake news creata ad hoc per far parlare di sé in questo torrido agosto?

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