#SosMuraleMadama: parte dai social l’appello per salvare il murale di Zed1 a Milano

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Grazie all’aiuto dei social è diventato subito virale, al punto di trasformarsi in un appello ai cittadini con tanto di hashtag. Parlo di #SosMuraleMadama, la campagna lanciata dallo staff del Madama Hostel & Bistrot per salvare “CuciMilano”, il murale che Zed1 ha realizzato, lo scorso aprile, sulla parete dell’ostello – bistrot tra via Brembo e via Benaco.

Ma andiamo con ordine. È la Design Week 2017 quando lo street artist Zed1, all’anagrafe Marco Burresi, realizza, su commissione del Madama Hostel & Bistrot e del circolo Arci Ohibò (lo stesso per il quale Zed1 aveva lavorato cinque anni prima), “CuciMilano”: un’opera (su cui è affisso un cartellone pubblicitario di 3 metri per 5) che è un omaggio al Madama e a Milano in quanto ritrae una sarta intenta a cucire insieme i simboli della milanesità con le bandiere di tutto il mondo. Un modo per indicare la natura del capoluogo lombardo, città della moda per antonomasia, e l’internazionalità dell’ostello-bistrot.

Ma nemmeno cinque mesi dopo il murale è in serio pericolo: l’agenzia che gestisce lo spazio pubblicitario sul palazzo all’angolo tra via Brembo e via Benaco, infatti, rinnoverebbe il contratto di locazione della parete a patto che il proprietario dello stabile accetti di cambiare i due cartelloni esistenti con uno di dimensioni ben maggiori, andando così a coprire l’opera.

“L’offerta economica dell’agenzia – recita il post apparso ieri su Facebook – per tutti quei metri quadri è davvero considerevole”: la nuova superficie pubblicitaria sarebbe infatti di 5 metri per 10. “E il proprietario si è detto disponibile a mantenere l’ingombro attuale, qualora si presentassero offerte economiche di altre agenzie. Purtroppo – chiosano su Facebook – abbiamo provato a contattarne senza successo e non sappiamo più cos’altro fare”.

Quello che rimane, dunque, è un murale che rischia di essere rimosso e una vera e propria call t action ad amici e follower per trovare una soluzione comune: “Idee e consigli ben accetti!! Gli sfoghi e le polemiche non servono”, dicono dallo staff. E così è stato: c’è chi ha proposto “Se fosse quantificabile la maggior attenzione che l’opera attira anche sui due cartelloni potrebbe esser un plus che il proprietario può rivenderai in fase di negoziazione”, e chi ha chiamato in causa i creativi di Talent Garden, la Fondazione Prada e il Comune di Milano con relativi sindaco Beppe Sala e assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Per ora, tuttavia, le opzioni più gettonate paiono essere quelle della petizione online e quella del crowdfunding.

Ma nonostante le critiche alla proprietà arrivate da più parti, lo staff ci tiene a precisare che “la proprietà si è dimostrata attenta alle nostre richieste e disponibile a trovare una soluzione comune”. Niente contrapposizioni, dunque: come sempre, la collaborazione potrà dare i suoi risultati.

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