TvBoy a Milano: Berlusconi, Trump, Salvini ma anche da Vinci e Hayez

Interviste

Donald Trump è tornato in Italia. Ma questa volta non stringe più la mano al Papa: adesso, a Milano, in Ripa di Porta Ticinese, nelle vesti di Batman, abbraccia Silvio. Silvio Berlusconi. Che, a sua volta, è vestito da Robin.

Ahimè, nulla di quello che è stato appena scritto è successo veramente. Come nelle migliori tradizioni dell’artista, infatti, si tratta di una delle sagome a colori realizzate da TvBoy e incollate in giro per Milano. Lo street artist italiano (ma residente a Barcellona) è infatti tornato in Italia e, nella notte tra il 24 e il 25 settembre, ha realizzato alcune opere satiriche in salsa milanese.

Ecco dunque che, oltre a Berlusconi e a Trump, nella notte sono apparsi anche altri tre paste up: il primo, sempre in Ripa di Porta Ticinese, proprio di fianco alla coppia degli Urban Solid, raffigura un insolito Matteo Salvini che, nelle vesti di un volontario di Medici senza Frontiere, tiene in braccio un bambino di colore. Il secondo, apparso alle Poste tra piazzale Cadorna e via Magenta, ritrae Leonardo da Vinci e la Gioconda abbracciati e agghinadti alla moda hipster. E il terzo, incollato proprio di fornte all’Accademia di Brera, rappresenta gli amanti del famoso Bacio di Francesco Hayez interrotti da un ragazzo di colore che vende rose.

Non è la prima volta che succede qualcosa di simile. A maggio di quest’anno, infatti, TvBoy aveva fatto parlare di sé grazie alla realizzazione di tre paste up che raffiguravano il sindaco Virgina Raggi nelle vesti di Wonder Woman, Francesco Totti come l’ottavo re romano e proprio Trump e il Papa che si baciavano appassionatamente.

“Sulla scia di quanto ho fatto a Roma – mi spiega TvBoy – ho ancora una volta voluto trattare a modo mio alcuni temi di attualità, quali Berlusconi che torna in politica a braccetto con Trump, Salvini e la questione dei migranti, e poi due pezzi più classici ma rappresentativi della storia, anche contemporanea, di Milano”.

TvBoy ha le idee molto chiare su cosa vuole rappresentare e come vuole trattare la sua arte: “Quello che mi interessa – continua a spiagermi – è realizzare opere che facciano sorridere ma anche riflettere: con Salvini, per esempio, voglio raccontare di un mondo possibile in cui la speranza è l’ultima a morire. Con Leonardo, che si dice fosse omosessuale, ho invece voluto trattare il tema dell’affettusità nella nostra realtà un po’ hipster. Insomma, non mi interessa fare opere polticamente schierate o che propendano per una fazione piuttosto che per un’altra. E anche per questo motivo cerco di posizionare le mie opere in posizioni che siano non solo site-specific ma anche in vista per la maggior parte delle persone che vi passano”. Non è infatti un caso che Leonardo non sia troppo distante da Santa Maria delle Grazie o che Hayez sia posizionato proprio fuori alla sede della pinacoteca che ne ospita il famoso dipinto.

Ma una domanda sorge spontanea: come mai non hai usato i muri liberi? “Non mi piacciono – mi risponde deciso –  e il fatto di realizzare opere illegali è per me importante: non voglio agire con alcun tipo di permesso né di autorizzazione perché non sono quelli i posti che mi interessano. Agisco secondo un senso civico, certo, senza andare a toccare le mura di edifici importanti o storici, ma gioco anche con il contesto in cui l’opera è calata. In fondo, la forza della Street Art è proprio questa: acquattarsi in posti inaspettati per creare stupore”.

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