Viaggio a Ljubljana, tra locali LGBT, Rog Factory e Metelkova

Foto, Nel Mondo

Altra città, altro tour a tema (anche) graffiti. Questa volta siamo sbarcati a Ljubljana, capitale della Slovenia, una bella cittadella di quasi 300mila abitanti pulita e ordinata, quasi austrica. Insomma, una di quelle che non diresti mai che potrebbe offrire qualcosa di alternativo: e invece, tra centri sociali occupati, locali LGBT, muri liberi e festival di strada, anche qui i graffiti, ma soprattutto la Street Art, proliferano.

Scrivo tra parentesi “anche” perché questa volta, a differenza di quanto era successo a Berlino, abbiamo optato per un tour “alternativo” senza focus sul tema dell’arte di strada. Le visite guidate (almeno quelle a tema graffiti) di Ljubljana Alternative Tours, infatti, non sono state così economiche come quelle di Berlino. Ma la preparazione della nostra guida, Špela, è stata all’altezza delle aspettative: laureata in Studi Culturali, ex giornalista e critico d’arte, Špela lavora nel campo della fotografia contemporanea e nella radio indie della città, Radio Student, come tecnico audio, cameraman e video editor. Tecnico teatrale e light designer, fa parte del sopracitato team di Ljubljana Alternative Tours: un gruppo nato proprio sulla base della conoscenza dei graffiti in città e che, a inizio 2017, ha deciso di fare il grande passo verso il mondo delle visite guidate.

In effetti, anche se il nostro è stato un “free walking tour”, buona parte dei posti visitati aveva a che fare con ambienti street e affini. Ma andiamo con ordine.

Ritrovo alle 10 presso la fontana antistante l’Accademia di Musica del centro storico in Stari Trg 34,abbiamo avuto giusto il tempo di fare quattro chiacchiere sulla storia recente della città prima di partire, in un gruppo formato principalmente da coppie della Mitteleuropa, alla volta del primo punto di attrazione. Il locale Movia, in Mestni trg, che Špela ci ha raccontato essere stato uno dei primi punti di ritrovo della comunità LGBT a Ljubljana quando ancora c’era il regime comunista. Un posto non da tutti, insomma, costruito non a caso proprio sotto al gabinetto del sindaco della città. Entrandovi, l’idea che abbiamo avuto è stata proprio quella di un locale combattivo, forse oggi un po’piegato al profitto ma sempre attento alla cultura e ai temi sociali.

Dopo una lunga passeggiata verso Adamič-Lundrovo nabrežje, proprio all’altezza del monumento alle donne, siamo scesi sotto il livello stradale per raggiungere la Ljubljanica, il fiume che attraversa la capitale. Qui abbiamo visitato il mercato del pesce che, oltre a offrire pescato squisito e freschissimo, alterna sale di vendita a veri e propri show room di artisti che usano questi spazi alternandosi e dando così la possibilità a più persone possibile di lavorare e mostrare i propri lavori in collettive sempre nuove e giovani.

Da qui a Rog, poi, la strada non è stata distante. La storia di Factory Rog è assai interessante: posizionato in Trubarjeva cesta, questo spazio occupato è una comunità di squat aperta dal 2006. Prima di questa data Rog è rimasto abbandonato per 15 anni: qui infatti l’omonima società, produttrice di biciclette, aveva lasciato negli anni addietro l’edificio a causa delle elevate spese logistiche. Non a caso, l’edificio è storicamente meglio conosciuto come la fabbrica dove le biciclette Rog sono state prodotte tra il 1953 al 1991. Oggi, i suoi 7.000 metri quadrati ospitano molti collettivi e spazi espositivi: gallerie multiple, studi artistici, due skatepark (incluso il più grande skatepark coperto nei Balcani), Rog Social Center per gruppi svantaggiati (come migranti e rifugiati), spazi per concerti e clubbing, un negozio di riparazione biciclette, e tanto altro ancora. Lo status giuridico di questi spazi di fabbrica, tuttavia, è stato oggetto di contenzioso fin dall’inizio della sua occupazione e si è aggravato il 6 giugno 2016, quando i lavoratori edili sono entrati negli spazi per iniziare il processo di demolizione su ordine del sindaco di Lubiana, Zoran Janković. Il 14 giugno 2016 il tribunale locale ha deciso di fermare la demolizione e, proprio in quell’occasione, Blu ha realizzato una grande murata a sostegno degli occupanti che tutt’ora campeggia sull’edificio e rappresenta una pistola fatta di oggetti musicali, megafoni, biciclette, prodotti per pitturare e tanto altro ancora. Sulle mura esterne di Rog, poi, anche alcuni italiani hanno lasciato la loro firma: io ho individuato Irwin, oltre a una serie di sticker degli Antifa di mezzo nord Italia.

Solo dopo esserci incamminati verso Čufarjeva ulica ci siamo piano piano resi conto che anche la casa in cui alloggiavamo era in realtà immersa in un vero e proprio melting pot di attività culturali, kermesse teatrali ma, soprattutto, graffiti. Come nel caso di Vicious Vixen, una delle poche donne writer della città che, assieme al fidanzato Pony Mafia, ricopre la città di simpatici puppet frettolosamente campiti.

Gli stessi che abbiamo potuto ammirare in un altro dei luoghi simbolo dei graffiti a Ljubljana, ossia Metelkova. La Christiania slovena si presenta come una vera città nella città: centro di cultura alternativa, sviluppatosi dallo squat nell’ex caserma, la storia di Metelkova come centro culturale è iniziata nel 1993, quando la parte settentrionale del complesso,su iniziativa di Mreža za Metelkovo (Rete per Metelkova), associazione indipendente di artisti e intellettuali, per lo più a indirizzo alternativo composto da circa duecento volontari, ha occupato il posto per proteggerlo dalla demolizione. Gli edifici delle ex caserme austroungariche, costruite nel tardo XIX secolo, sono così state trasformate da numerosi artisti sloveni contemporanei noti e meno noti in una serie di club musicali, atelier sui generis, biblioteche e, ovviamente, spazi per i graffiti. Qui ha pittato anche l’amico Elle2E, ma del suo pezzo non ho trovato più alcuna traccia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...