La calligrafia di L’Atlas arriva a Milano: alla Wunderkammern inaugura “Cryptograms”

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“La vita è energia ed anche la calligrafia è energia, dipingere è la traduzione dell’energia pura”. Così la pensa L’Atlas, parigino classe 1978 che proprio per le strade di Parigi ha iniziato la sua carriera come writer e che nel resto del mondo ha perfezionato il suo stile calligrafico: giusto il tempo di conoscere Bando, Mode2, The Chrome Angels, di fare qualche viaggio tra Siria, Marocco, Brasile e Cina e di tornare a casa. E non poteva che fare riferimento alle lettere il titolo della sua nuova mostra, “Cryptograms”, che inaugura oggi alla galleria Wunderkammern di Milano.

Le opere esposte, dal consueto colore bianco e nero, sono dei veri e propri testi cifrati, di non facile né immediata comprensione, che necessitano quindi di un’approfondita analisi, interpretazione e traduzione a opera del fruitore. Quest’ultimo, messo di fronte a veri e propri labirinti astratti, sarà sorpreso nello scoprire che tra linee, geometrie e colori si nascondono in realtà delle lettere che formano parole di senso compiuto. E mentre la calligrafia si unisce all’arte cinetica, le opere giocano con la percezione dell’osservatore ed esplorano la linea tra ciò che è visibile e ciò che è apparentemente invisibile.

“In Cryptograms – mi racconta L’Atlas – ho voluto criptare i crittogrammi  per portate il fruitore dentro alle mie opere. Attraverso gli effetti delle sfumature, delle linee e dei colori, una persona che guarda i miei quadri viene risucchiata dall’opera e da questa sputata fuori. Questo perché le tele della serie hanno l’impatto della calligrafia e il potere del dipinto, hanno entrambi i lati di una stessa medaglia che tanto amo”.

Non è un caso che il lavoro di L’Atlas sia frutto di una serie di ricerche che partono da lontano: dal lettering old school degli anni Novanta, fino alla ricerca di qualcosa di nuovo. “Era tutto molto simile a sè – continua a dirmi – e, per questo, ho deciso di esplorare nuovi mondi legati alle lettere. Mi sono così dato alla calligrafia, come autodidatta prima e come alunno poi, scoprendo percorsi inediti che fondono insieme le lettere tratte dall’alfabeto arabo, da quello ebraico e da quello cinese”.

Anche il suo nome deve le sue origini a una ricerca di questo tipo. L’Atlas, infatti, siginifica Atlante: un nome che unisce la sua passione per le mappe, per la geografia, per il viaggio, ma anche per la calligrafia (egli stesso ammette di avere imparato questa tecnica sulle montagne dell’Alto Atlante, in Marocco) e per la cultura (Atlante è divinità greca).

L’Atlas ha prodotto appositamente per la mostra a Wunderkammern una serie di nuove tele di medio formato, la maggior parte realizzate con spray bianco, nero e su variazioni della scala dei grigi. L’artista ha tuttavia introdotto in due opere un colore che, in reazione alla luce ultravioletta, crea un effetto fluorescente.

“Cryptograms” estenderà il suo orario di apertura in occasione dell’evento “Gallerie aperte”, organizzato dall’associazione 5VIE Art+Design e patrocinato dal Comune di Milano, che si terrà giovedì 30 novembre dalle ore 18 alle ore 22.

 

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