Musica, arte, ecosostenibilità: alla Fabbrica del Vapore occupata nasce Acropolis, Tempio del Futuro Perduto

Foto, In Italia

Fuori dal cancello di via Nono al 9 campeggia la scritta “Bene pubblico in fase di ristrutturazione, soggetto ad autogestione sperimentale temporanea”. Dentro, un cortile pieno di marmi dismessi dal vicino Cimitero Monumentale fa da ingresso allo stabile: un edificio, parte della Fabbrica del Vapore, di 800 metri quadrati dotato di uno spazio polifunzionale, uno scantinato, bagni di servizio e diversi uffici. Tutti abbandonati all’incuria e, ovviamente, inutilizzati.

Una condizione che non è passata inosservata a una sessantina di ragazzi provenienti da alcune associazioni culturali milanesi, le stesse che, durante il periodo natalizio, hanno preso in carico lo stabile pulendolo, rimettendolo in sesto e iniziandone il recupero nel segno della cultura.

Niente maniere dure, insomma, quelle che sta usando la neonata realtà di Acropolis – Tempio del Futuro Perduto quanto, come si legge nel cartello di cui sopra, una presa in carico degli spazi al fine di restituirli alle istituzioni cittadine in buone condizioni e adatti a ospitare le associazioni. Già, perché non è la prima volta che lo stabile di via Nono finisce al centro della cronaca: “Dopo ben due bandi di concessione andati a vuoto a causa della rinuncia formale da parte dei vincitori – si legge nel comunicato stampa diramato da Acropolis – il Comune di Milano è costretto a lasciare all’abbandono uno spazio all’interno del rinnovato complesso della Fabbrica Del Vapore. L’edificio rimane vuoto e incustodito, diventando in breve tempo un luogo di degrado”.

“Come si fa – si chiede Tommaso – a precludere dello spazio utile a realtà che, come le nostre, vogliono fare cultura?”. La domanda è legittima, ma la risposta, ancora, non c’è. Anche se, a dire la verità, la voce del Comune di Milano su tutta la questione è arrivata forte e chiara: “In seguito all’occupazione abusiva da parte di alcuni giovani di uno degli edifici di Fabbrica del Vapore, l’Amministrazione precisa di aver già proceduto a formalizzare apposita denuncia”, ha fatto sapere la sala stampa di Palazzo Marino.

Un atto dovuto, come tanti lo considerano, che non ha tuttavia fermato i ragazzo di Acropolis – Tempio del Futuro Perduto nella loro progettazione e realizzazione dei lavori: “Il progetto – raccontano gli organizzatori – prevede una gestione temporanea sperimentale degli spazi: un’officina di lavoro, un tavolo aperto per un dialogo concreto che possa attivare un luogo ad oggi inutilizzato e offrirlo al servizio della collettività, garantendone il funzionamento, la sicurezza e la pulizia”.

Quattro i tavoli ai quali si inizia già a lavorare (musica, arti visive, arti performative ed ecosostenibilità), che vengono affiancati da un gruppo di direzione artistica per esposizioni e mostre,  una parte di ufficio stampa e comunicazione e un laboratorio di arti digitali e postproduzione. Non mancherà, infine, lo spazio per la Street Art: murate che verranno realizzate secondo progetti ma anche una sezione espositiva e una di laboratorio.

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