Arte per Idy Diene alla manifestazione di Firenze

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La notizia ha aperto le prime pagine di tutti i giornali nazionali: lunedì 5 marzo Idy Diene è stato ucciso vicino a Ponte Vespucci, nei pressi del consolato USA, a Firenze. Ne sono seguiti dolore, rabbia, rivendicazioni, allucinate provocazioni social, richieste da parte della comunità senegalese (di cui Idy faceva parte). E una grande manifestazione, che si è tenuta il sabato successivo nella capitale toscana.

Nemmeno qui, tra i cittadini e le varie associazioni che hanno preso parte al grande corteo fiorentino, poteva mancare l’arte, rappresentata, in quest’occasione, da una serie di realtà e di artisti, locali e non, che con la loro produzione hanno voluto lanciare un messaggio forte e chiaro: “Le armi non danno sicurezza, ma le persone sì. Sono loro, con le loro emozioni, azioni e idee a generare un tessuto collettivo ricco”.

L’idea di portare (anche) l’arte in corteo è stata diramata in pochissimo tempo attraverso un comunicato che, redatto dal Collettivo studentesco Ark della facoltà di Architettura dell’Università di Firenze e sottoscritto da una serie di altre associazioni e singoli, ha funzionato da vera e propria open call rivolta agli artisti di tutta Italia.

“Chiediamo a tutti – si legge nel comunicato – artisti, illustratori, fotografi, creativi, comunicatori, e chiunque voglia partecipare, di veicolare questi messaggi attraverso il proprio linguaggio, riprodotti su vari supporti (striscioni, cartelli, cartonati, volantini, ecc.), che possano essere distribuiti e trasportati durante la manifestazione”. Chiosando: “Che le vostre immagini diventino una voce di  umanità”.

E a giudicare dalla mole di artisti e realtà a essa correlate che si sono mosse a sostegno del progetto, c’è da andarne davvero fieri: oltre 50 tra associazioni, collettivi e singoli artisti hanno infatti inviato il loro contributo (54 opere totali) per divulgare con l’arte, “emblema della vera ricchezza umana”,  un messaggio di umanità e fratellanza di cui c’è sempre più bisogno.

Molti dei loro nomi sono assai noti e sono anche spesso capitati sulle pagine di questo blog: le associazioni culturali Progeas Family e A testa alta, la Street Level Gallery, il Collettivo artistico GUERRILLA SPAM, Artkademy di Milano, Collettivo FX, ma anche singoli artisti tra artisti e poeti come IVAN, CORN79, Athena, Zed1, Lucamaleonte, Clet Abraham, Chekos, Jerico, Carlos Atoche, Hopnn e tanti altri ancora.

Ma che ne sarà, ora, di tutte le opere che sono state inviate (o realizzate) direttamente a Firenze? “Per ora non lo sappiamo – mi risponde Matteo Bidini dell’associazione culturale Progeas Family, tra i sottoscrittori del documento – oltre al fatto che prima di fare qualunque cosa vogliamo preventivamente confrontarci con gli artisti e capire come gestire l’archivio di materiale che è ora in nostro possesso. Tuttavia, un’idea l’abbiamo: stiamo infatti raccogliendo tutti i commenti peggiori della rete (e, anzi, invitiamo chi ne abbia trovati alcuni a inviarceli) per realizzare presto un’installazione a Firenze”.

 

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[Qui le foto della giornata di Enrico Tommassini]

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