La galleria Question Mark si rifà il trucco con Espi

Interviste

A darmi la bella notizia, con un messaggio davvero preso bene, è Espi in persona: “Praticamente Daniele mi ha proposto una cosa divertentissima: devo rifare ogni volta l’insegna della galleria per ogni mostra. Per cui ci sarà sempre una mia operetta in mostra 🙂 ”.

Eddai, come si fa a non gioire per certe cose fatte (e bene) da persone che si stimano? Daniele, infatti, è Daniele Decia di Question Mark e la galleria in questione è proprio la Question Mark che ha da poco aperto a Milano. Espi, invece, è un amico conosciuto in occasione del decennale di Street Art Sweet Art al Pac di Milano e da quel momento è diventato un compagno di viaggio che spesso incontro in occasione di eventi legati al mondo dell’arte.

Proprio a Daniele ed Espi ho fatto qualche domanda su quest’ultimo progetto: i lavori iniziano oggi, in occasione dell’apertura della mostra “Maopop” dedicata a Gherardo Frassa.

Espi, come sei entrato in contatto con Daniele Decia?

Non ricordo esattamente in quale occasione ci siamo conosciuti, se durante la redazione della mia tesi di laurea di approfondimento sulla Street Art o quando mi ha contattato per l’intervento di Elian Chali a Cinisello Balsamo. Senz’altro le nostre strade si sono nuovamente incrociate grazie ancora una volta all’artista argentino che insieme ad altri artisti abbiamo aiutato nella realizzazione della facciata di un edificio residenziale in via Ascanio Sforza.

Come nasce l’idea di questo progetto?

Fino ad ora non lo avevo mai direttamente affiancato per un progetto come questo, ma, conoscendo bene il mio modo di lavorare, sapeva che propormi di intervenire direttamente sull’insegna della galleria sarebbe stata per me un’idea brillante: non rispettare la costanza formale dell’insegna, contraria alla dinamicità degli eventi che avvengono all’interno dello spazio espositivo. Bisogna comunicare anche col passante, stupirlo di volta in volta.

Cosa hai intenzione di realizzare per questa “prima volta”?

Daniele non lascia le cose al caso, per questo sento la responsabilità di produrre ogni volta un richiamo coerente e accattivante, recuperando spesso quel tratto grafico che ha contraddistinto i miei primi lavori e la mia prima formazione. Come per l’insegna per MAOPOP. Un intervento visibilmente pop e schematico unito all’illustrazione delle montagne, paesaggio che da qualche tempo mi ossessiona e che nel caso specifico rappresentano quelle della provincia nordoccidentale di Shaanxi luogo di rifugio dopo la “lunga marcia” che diede inizio alla rivoluzione politica e culturale cinese iniziata da Mao.

E per le prossime volte come pensi di muoverti?

Per me è una grande opportunità confrontarmi con altri artisti, isolotti di un arcipelago, messi a confronto e condizionati spesso uno dall’altro. Nei prossimi lavori cercherò di fare questo: capire le opere, l’artista e che tipo di mostra sarà per poi intervenire sull’insegna, e farlo sarà è una grande responsabilità, un biglietto da visita.

Intenzioni, queste, ribadite anche da Daniele, che mi dice: “Espi interverrà sull’insegna della galleria, mostrando così la sua opera agli avventori che entrano in galleria dalla strada. Mi piace lasciare carta bianca… se poi c’è qualche ritocco, lo si fa insieme”.

 

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