“Milano”: la personale di 2501 alla Wunderkammern meneghina

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“Amici di MILANO dopo anni che non faccio una personale a MILANO eccoci qua… la mostra si chiama MILANO, sa di MILANO ed è fatta anche da tutti voi che a MILANO ci state e mi conoscete… croce e delizia… vediamoci che ce la raccontiamo su MILANO!… e ovviamente ne berremo vari”.

Ora, i casi sono due: o aveva la sfera di cristallo o Jacopo Ceccarelli, in arte 2501, ha una certa esperienza alle spalle. Certa della seconda opzione, non posso che constatare (e pure piacevolmente) che quanto pronosticato sul suo profilo Facebook qualche tempo fa si è puntualmente realizzato.

Già, perché la sua personale alla Wunderkammern (di Milano, ça va sans dire), che ha aperto ieri sotto il diluvio universale, porta tra le pareti bianche della galleria di via Ausonio la città, con i suoi colori, i suoi elementi architettonici, la sua materialità e persino le sue persone.

La mappa di Milano, città che ha dato i natali a 2501 e che ne ha plasmato appieno lo stile, è ovunque: ogni tanto (come nel video al secondo piano) viene urlata a occhi e orecchie dello spettatore, ogni tanto rimane celata dalle sue tipiche linee monocromatiche di serigrafie su carta o alluminio, di lastre di grande formato (che, serigrafate su ambo i lati, permettono una duplice fruizione) o di ceramiche.

Ma ieri sera la città è entrata in galleria anche grazie alle tante, tantissime persone (tra cui un sacco di amici tra artisti, critici, curatori e giornalisti) che hanno presenziato all’inaugurazione: venuti persino dagli States come nel caso di Doze Green, hanno invaso le pareti immacolate dello spazio espositivo con i riti tipici della strada.

Uno su tutti mi ha divertita: nell’angolo a destra dell’entrata, tra l’opera con il sacchetto di Milano il porta ombrelli di design, facevano bella mostra di sé alcune bottiglie di birra da 66, aperte e messe a disposizione di chiunque ne volesse un sorso. Stessa sorte è toccata alla tequila che lo stesso Gik mi ha offerto, “per uno shottino direttamente dalla bottiglia”.

 

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