Il primo Urban Giants Graffiti Festival (e una sorpresa al sapore niguardese)

Recensioni

“Per quest’anno non cambiare: stessa spiaggia, stesso mare”, cantava uno sconosciutissimo Piero Focaccia nella canicola del lontano 1963. Oggi, a 55 anni esatti dall’uscita della canzone, potremmo rispolverare quel giro di do per applicarlo allo Urban Giants Graffiti Festival Milano: la spiaggia è quella di Trezzano sul Naviglio “beach”, il mare è quello degli organizzatori, l’associazione culturale We Run the Street, che, dopo aver organizzato 4 edizioni italiane e consecutive del famoso Festival internazionale Meeting of Styles, ha deciso di intraprendere un percorso individuale con un evento proprio.

Lo Urban Giants Graffiti Festival Milano, appunto, che ha dato una mano di colore ai pezzi lasciati davanti alla stazione ferroviaria e all’Istituto Franceschini Cecco Cuciniello lo scorso anno per ripresentarsi, più forte e vigoroso che mai, in una nuova veste (qui ripreso dall’obiettivo di  Davide di Street Art Blocks).

“L’evento – raccontano gli organizzatori – vuole e deve essere un incontro tra persone di cultura ed etnie diverse, oltre che di stile, in 3 giorni di disegno, ballo, canto e sport in un contesto urbano dove l’incontro tra differenti nazioni porta ad una vera e propria esplosione di creatività unito alla curiosità e alla partecipazione della popolazione locale e limitrofa oltre che dei visitatori provenienti dal resto d’Italia”.

E, a giudicare dall’aria che si respirava, gli intenti sono stati attesi in pieno: rap contest con pezzi da 90, breakdance contest, canvas contest, dj set e un numero imprecisato di artisti provenienti da tutto il mondo. Camminare per le strade di Trezzano è stato un po’ come entrare a Babilonia, dove ognuno parla la sua lingua, dove gli spagnoli ti chiedono di fargli una foto mentre pittano, i francesi non capiscono l’inglese, gli italiani ti salutano con baci e abbracci e i texani ti dicono che Trump fa schifo.

Piccola nota personale: ho realizzato un piccolo grande sogno. Grazie a Mauro di Street Art Map Me ho conosciuto Federico, un ragazzo che ne sapeva parecchio e che sosteneva di avere fatto graffiti senza essersi mai preso troppo sul serio. Solo parlando con sua moglie, Federica, ho scoperto che in realtà lui è Ikone, autore, assieme a DN otto, dello storico pezzaccio all’angolo tra viale Suzzani e via Lanfranco della Pila. Che non è solo un riferimento rodato per la zona (“Giro a sinistra al murales?”), ma che, fatalmente, è stato anche uno dei motivi che mi ha sempre spinta ad appassionarmi al mondo dei graffiti.

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