Life below water, a Torino Mr. Fijodor realizza il 14esimo Global Goal dell’ONU

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“Utilizzo sostenibile del mare: conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”. Così recita il 14esimo dei 17 Global Goals, gli obiettivi di sviluppo sostenibile creati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite e validi fino al 2030. E proprio a lui l’associazione culturale Il Cerchio E Le Gocce ha dedicato la murata “Life below water”, realizzata in questi giorni da Mr. Fijodor.

Il lavoro è il risultato di un più grande progetto, pensato da Lavazza e il Comune di Torino, che prevede l’impiego di 17 street artist in giro per la città a rappresentare altrettanti SDG, o Sustainable Development Goals: un percorso artistico di diffusione dei messaggi nel tessuto urbano grazie all’impiego di un mezzo (quello dell’arte urbana) tanto conosciuto quanto ormai apprezzato in tutta la capitale piemontese.

Merito dell’associazione culturale Il Cerchio E Le Gocce che dal 2001 porta avanti interventi di arte urbana culminati in progetti quali il Picturin, il Festival torinese di arte urbana, le sei convention di Street Attitudes e il format Leggende Tra I Monti: progetti che hanno permesso di recuperare le facciate cieche dei palazzi, periferiche e centrali, rivestendole di nuovi colori e riportandole alla luce.

Proprio come è successo a “Life below water”, realizzata da Mr. Fijodor  e con focus sul mare e le sue creature: il Goal 14 ha infatti tra i suoi obiettivi quello della prevenzione e della riduzione in modo significativo dell’inquinamento marino di tutti i tipi. Su 63 ecosistemi marini presi in esame dall’Onu, il 16% risulta a rischio o seriamente a rischio per l’eutrofizzazione costiera. Con un rimando diretto alla sua storia personale, dunque, Mr. Fijodor ha così deciso di optare per il richiamo a una precisa responsabilità sociale sentita soprattutto come propria, date le sue origini di ligure amante del mare e di imperiese (proprio come quel Maurizio Giulio Natta di Imperia, che nel 1963 ricevette il Premio Nobel per i suoi studi sui materiali plastici sintetici): il mare e la plastica sono nel suo DNA.

“Ho interpretato la tematica del Goal 14, Life Below Water – ha scritto lo stesso Mr. Fijodor – ponendo come protagonista una balena, il più grande mammifero marino ma anche uno dei più vulnerabili. È lei per me a rappresentare la fragilità dell’ecosistema marino e a farsi portavoce dello sfruttamento distratto e miope degli uomini”.

La collocazione dell’opera, poi, è tutt’altro che casuale. Il muro si trova in via Cardinal Cagliero, nella zona tra il Balun e il mercato di Porta Palazzo in piazza Della Repubblica. Si dice che “se Torino avesse il mare, il porto sarebbe proprio qui a Porta Palazzo”: già, il porto, quella zona dove avviene movimento, interazione, dove viene gettata spazzatura e si accumula immondizia ma anche come qualcosa che resta segreto e indecifrabile in noi. “Life below water” vuole dunque essere una denuncia, una sintesi personale e allo stesso tempo un enorme cerchio di speranza per la vita e per l’affermazione della sua diversità.

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